Il Tirreno

Lucca e Viareggio a duello su Puccini per essere Capitale della cultura nel 2024

Luca Cinotti e Barbara Antoni
La torre Guinigi uno dei simboli di Lucca. La celebre Passeggiata di Viareggio
◗
La torre Guinigi uno dei simboli di Lucca. La celebre Passeggiata di Viareggio

Il capoluogo aveva proposto la propria candidatura a settembre, ora il sindaco della città costiera spiazza tutti

4 MINUTI DI LETTURA





Sarà Lucca o Viareggio la candidata Capitale della cultura per il 2024? L’ambizione è di entrambe le città, il capoluogo provinciale con la sua storia millenaria e il maggiore centro costiero, che negli anni si è conquistato assai di più la scena, fosse solo per il Carnevale e per essere (ed essere stato, soprattutto) palcoscenico di vip nei decenni d’oro del ‘900.

Rivalità antiche si ripresentano in un duello che rischia di apparire, per entrambe, suicida. E dire che sembrava già tutto stabilito: nel nome di Giacomo Puccini, le amministrazioni di Lucca, Viareggio e Pescaglia (luogo degli avi di Puccini) si erano presentate a braccetto a gennaio 2020 davanti al ministro Dario Franceschini, per chiedergli di sostenere la creazione di un comitato per le celebrazioni del centenario della morte di Puccini (nel 2024) e della prima rappresentazione di Turandot (nel 2026). Doveva essere questo l’embrione del progetto più arduo della candidatura di Lucca a Capitale della cultura 2024: intendendo non solo Lucca ma tutto il suo territorio, Viareggio compresa.

L’idea di avanzare la candidatura di Lucca è stata ufficializzata mesi più tardi, a settembre scorso, davanti all’allora candidato presidente della Toscana Eugenio Giani, a Lucca per presentare la candidata lucchese al consiglio regionale, l’editrice Francesca Fazzi. E anche in quell’occasione a fianco della Fazzi c’erano esponenti dei Comuni di Viareggio e Pescaglia.

Poi inaspettatamente (così dicono i lucchesi) Viareggio sfodera il colpo di teatro: il sindaco Giorgio Del Ghingaro (che è lucchese) propone la città costiera come Capitale italiana della cultura. E pazienza se a 25 chilometri e 20 minuti d’auto c’è Lucca che ha la stessa idea. Del Ghingaro lancia il sasso nello stagno senza preoccuparsi di potersi schizzare. Annuncia che «la macchina organizzativa è già al lavoro per la costituzione di un comitato scientifico ad hoc: obiettivo primario comporre il dossier necessario alla candidatura e mettere a punto il programma di iniziative e progetti per il 2024». L’anno, come già spiegato, è quello del centenario della morte di Giacomo Puccini, che durante la sua vita e anche dopo la sua scomparsa è sempre stato diviso (e conteso) proprio fra Lucca dove è nato e la Versilia, dove ha per anni vissuto. L’annuncio di Del Ghingaro è (anche) la voglia di riaffermare una sorta di primogenitura viareggina sul compositore: una mossa pensata per ridare spolvero a una città che negli ultimi anni aveva perso molto del suo smalto storico, finendo a capofitto nel dissesto finanziario. «Ora – sostiene Del Ghingaro – Viareggio sta rinascendo. E la cultura, con Puccini, può essere il grimaldello per riprendersi la scena nazionale».

I numeri che Viareggio vanta per proporsi all’ambito titolo di Capitale sono di essere «polo storico, artistico, culturale di rilevanza nazionale e internazionale». Ed elenca i luoghi che ne sono i punti di forza: piazza Puccini, piazza Cavour, Terrazza della Repubblica, i palazzi della cultura: la Gamc (Galleria di arte moderna e contemporanea), il museo del Carnevale, la Cittadella, villa Paolina, villa Borbone. Tutte realtà che dovranno confluire in una “Rosetta”, una super cabina di regia che nelle intenzioni di Del Ghingaro dovrà coordinare le iniziative culturali della realtà che operano a Viareggio. Un’istituzione concepita nel 2019 e che ora dovrebbe cominciare a camminare con le sue gambe. Del Ghingaro è convinto che il titolo di Capitale della cultura sarà il primo banco di prova della sua Rosetta.

A Lucca l’uscita viareggina scombussola l’umore di diversi esponenti del mondo politico e culturale. Il sindaco Alessandro Tambellini invece mantiene il proverbiale aplomb. «Non sono preoccupato né scandalizzato – dichiara – perché con Viareggio abbiamo avviato un percorso comune. Una cosa è certa: non bisogna essere in sette in Toscana a candidarsi, non avrebbe alcun senso. La proposta che abbiamo messo a punto è ampia: su Puccini volevamo coinvolgere un territorio che va da Lucca a Pescaglia e da qui a Viareggio, passando per Massarosa. Sono rimasto un po’ sorpreso dalla proposta di Viareggio, nell’ottica della collaborazione che abbiamo avviato anche, a suo tempo, con un patto per promuovere i nostri più importanti eventi culturali. L’uscita di Del Ghingaro me la spiego solo come un momento di non informazione». Ieri mattina, ironia della sorte, i due sindaci si sono incontrati allo stesso tavolo di un evento ufficiale a Lucca. «Ci siamo dati appuntamento a breve per parlare del nostro progetto iniziale», dice Tambellini.

Nel “duello” anche un retrogusto politico: è quasi un mantra, quando si avvicinano le amministrative, che Del Ghingaro voglia candidarsi a sindaco nel capoluogo. È accaduto nel 2017 (ma non si è candidato) e le voci riprendono a circolare adesso, alla quasi vigilia (nel 2022) delle amministrative lucchesi. Sulla scena, fra i due “litiganti” interviene Stefano Baccelli, consigliere regionale lucchese: «Mi pare che il centenario di Puccini, nel 2024, non nasca sotto i migliori auspici. Credo invece che ce ne sia in abbondanza per lavorare assieme». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa