Sicurezza
Aiello e un amore finito male Con “Ora” lancia la sfida ai Big
Luca Trambusti
Dieci anni dopo il mancato accesso a Sanremo Giovani (2011) Antonio Aiello sale sul palco dell’Ariston dalla porta principale, gareggiando nella categoria dei Big dove si presenta con “Ora”.
«Sono da sempre un fan di Sanremo, lo guardavo da spettatore, pensavo però che non fosse una tappa fondamentale nella carriera di un musicista. Adesso invece è l’occasione per tornare a esibirsi». “Ora” è una canzone che cresce, sino a diventare rabbiosa e che racconta di un grande amore finito male e che ha segnato. «Il brano risale al primo lockdown – dice il cantautore calabrese – è stata l’occasione per fare delle riflessioni, realizzando che io avevo colpe. Non è facile e soprattutto non è comune in una canzone riconoscere i propri errori. Era però importante dirlo a me stesso». “Ora” parla anche di (testuale) “sesso e ibuprofene” (un farmaco antinfiammatorio). «C’è la massima libertà di vedere ciò che si vuole in questa frase – dice – può essere sesso curativo, trasgressivo o malato». Il crescendo del brano arriva a essere rabbioso sul finale, come una valvola di sfogo di un dolore grande. «In genere il passato che torna – dice Aiello – lo riguardo scorrere come un rullino di foto sul telefono e dico: è passato. Ci sono però alcune storie che non riesco a cancellare, su cui affondo e quella raccontata in “Ora” è una di queste».
Un dolore vivo, reale che Aiello esorcizza con un brano sofferto e rabbioso, che mischia le sue anime musicali. “Ora” farà parte di un nuovo album, il secondo della carriera. “Meridionale”, questo il titolo, uscirà il 12 marzo a ridosso di Sanremo e contiene brani inediti e i due più recenti singoli. «L’album ha avuto una lunga gestazione che adesso condivido con il pubblico. Voglio confermare – confessa – che il precedente disco non è stato solo un abbaglio ma che c’è qualcosa di bello nella mia musica. “Meridionale” – prosegue – è dedicato alle mie origini, di cui sono fiero, alla terra spigolosa e aspra, la Calabria, che mi ha dato i natali. Non c’è il dualismo nord sud. Musicalmente – analizza Aiello – è pieno di contaminazione. Amo mescolare cose diverse, mi viene naturale, è un retaggio culturale e storico della mia terra. Qui c’è il pop che si unisce all’R&B, all’urban, alla club music e addirittura al flamenco. È comunque musica popolare, anche di diverse parti del mondo». Quello di Sanremo sarà per Aiello un palco importante. Se sinora il suo nome era conosciuto in un ristretto ambito, con l’Ariston la sua visibilità crescerà. —
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