Il Tirreno

Un buon gelato o un cocktail? Meglio se gustato “on the road”

Tommaso Silvi
Un buon gelato o un cocktail? Meglio se gustato “on the road”

Roberto Rosi e Massimiliano Franceschi hanno trasformato in business la loro passione per due veicoli storici, attirando anche l’interesse dei Vip

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Tommaso Silvi

Serve un pensiero folle per dare vita a un’idea geniale. Ragionare fuori dagli schemi, vedere oltre l’apparenza e mettere insieme fantasia e spirito imprenditoriale. Lo sanno bene Roberto e Massimiliano, protagonisti di due storie che si snodano tra Empoli, il Belgio, Pisa, Palermo e Londra. Due menti creative che hanno trasformato quattro ruote in un locale, e che sperano presto di tornare a lavorare. Perché l’emergenza coronavirus ha bloccato anche loro.

IL FURGONE DEI GELATI

È una giornata di sole di dieci anni fa. Roberto Rosi, 62 anni festeggiati ieri, pontederese residente a Empoli, sta girando con la sua moto sulle colline che guardano Empoli dall’alto. In bella mostra in un parcheggio nota una distesa di auto d’epoca. «Un gruppo di collezionisti si era fermato per una sosta. Sono sceso dalla moto e ho cominciato a curiosare», racconta. Poi, la folgorazione. Roberto si incanta di fronte a un Volkswagen T1 “Ice-wagen”. Una chicca prodotta in edizione limitata verso la metà degli anni Sessanta. È il classico furgoncino tedesco da figli dei fiori, ma su un lato ha una specie di bancone per servire il gelato. «C’era un cartello con scritto vendesi – continua Roberto – e allora mi sono messo a parlare col proprietario. L’ho acquistato subito, per alcune decine di migliaia di euro. Viene dal Belgio, è una rarità. Inizialmente ho anche discusso con mia moglie. In famiglia pensavano che fossi impazzito. Tanti soldi spesi per un pezzo d’antiquariato da mettere in garage. Non capivano». Ma Roberto aveva già guardato oltre. Ha rimesso in sesto il suo “Ice-wagen”, ha stretto un accordo con una gelateria e ha iniziato a vendere coni e coppette nelle piazze. Senza mai lasciare il suo vero lavoro da agente nel campo finanziario. «La mia fortuna è stata il passaparola. La gente – ricorda Roberto – si innamorava del furgoncino e lo voleva al matrimonio, alle feste, ai compleanni». Fino all’esplosione di “Gelato Frullallà”, il nome dell’attività viaggiante. «Ho lavorato ai matrimoni di alcuni calciatori, e pure a una festa di un membro della famiglia reale inglese. Ho acquistato anche un altro furgone d’epoca, che utilizzo come bar. Oggi – conclude Roberto – siamo bloccati dalla pandemia. Lo Stato mi classifica come ristoratore, i sostegni sono insufficienti. Speriamo di ripartire presto».

UN COCKTAIL IN PULLMAN

«A casa, da qualche parte, ho ancora la mappa col giro che faceva ogni giorno per le strade di Londra. Era un bus di linea, per la precisione un “Leyland double decker bus” del 1965». Massimiliano Franceschi, 40 anni, pisano di Cascina, nel 2013 è andato a Palermo, insieme ad alcuni amici, per acquistare un vecchio mezzo di trasporto pubblico londinese. Lo ha fatto rinascere e diventare il “Vida Loca Road Bar”. «È stato rivoluzionato all’interno. L’ho trasformato in un bar vero e proprio, con tanto di bancone e strumenti per la creazione di cocktail», spiega. Il “gigante rosso” si è fatto vedere ovunque in Italia, tra feste, raduni e iniziative. L’estate scorsa Massimiliano lo ha parcheggiato nello spazio esterno del ristorante “Sotto Sopra”, a Montecatini Terme. «Abbiamo fatto lì la stagione, per evitare complicazioni dal punto di vista delle normative anti-Covid. Sono un ristoratore ambulante – dice Franceschi in conclusione – ma dall’inizio della pandemia non ho ricevuto un euro dallo Stato. Non vedo l’ora di tornare a viaggiare col mio BusBar». –

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