La BiblioApe scalpita Vuol tornare presto a distribuire libri
Ci sono paesini sperduti in cui la biblioteca non esiste. Qui, prendere un libro in prestito è impossibile. O meglio, lo era. Fino al 2013. Quando nei borghi dell’alta Valdera ha cominciato a viaggiare la “BiblioApe”. Un’idea dell’associazione Olifante, con sede a Capannoli, in provincia di Pisa.
«Ricordo ancora il giorno in cui andammo a ritirare l’Ape al concessionario. Successivamente l’abbiamo passata nelle mani di un falegname, che ha fatto il resto». A parlare è Roberto Boldrini, membro dell’associazione presieduta da Matteo Bimonte. La BiblioApe è una biblioteca itinerante, capace di raggiungere anche i luoghi più sperduti. Un modo per diffondere la cultura, col sorriso sulle labbra e attirando la curiosità di tutti. «I primi viaggi sono stati uno spasso – prosegue Boldrini –, perché ci presentavamo nelle piazze dei paesini, carichi di libri. La gente si avvicinava, sfogliava qualcosa e sceglieva cosa portarsi a casa. Non era semplice gestire la rete dei prestiti, ma è stato bellissimo vedere quante persone siamo riusciti a far avvicinare alla lettura». La rete delle biblioteche pisane, naturalmente, da subito ha appoggiato l’iniziativa, coinvolgendo anche le scuole e organizzando numerose iniziative per permettere alla BiblioApe di farsi conoscere. «I libri – continua Boldrini – sono diventati oggetti a rischio di estinzione. Con l’avvento di internet tutto è diventato digitale. Si è perso il gusto di sentire le pagine tra le dita, di fermarsi seduti da qualche parte a leggere un oggetto di carta, così antico nella sua concezione ma ancora così ricco di fascino. La BiblioApe è un tentativo su due fronti. Da una parte ci sono la necessità e la voglia di insegnare di nuovo alle persone a maneggiare un libro, dall’altra quella di portare i libri in zone in cui non esistono biblioteche».
Il mezzo è stato acquistato grazie a una serie di donazioni, e da un anno è fermo, in attesa che il Covid indietreggi e lasci spazio al ritorno delle iniziative culturali. «La speranza è quella di ricominciare il prima possibile – conclude Boldrini – So che sembra una frase fatta, ma è esattamente così. Comunque, tranquilli. La BiblioApe è in ottima forma e scalpita per tornare in strada». —
T.S.
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