Il Tirreno

impietoso il raffronto con il 2019 

Covid: l’anno più buio dello spettacolo, la Siae lancia un allarme

Covid: l’anno più buio dello spettacolo, la Siae lancia un allarme

Dal cinema al teatro, dalla musica alle mostre, al ballo gli introiti sono calati dell’82%, ovvero di 4,1 miliardi di euro

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roma. Gli eventi ridotti del 69,3%, gli ingressi crollati del 72,9%. Arrivano i dati Siae per lo spettacolo 2020 e appaiono come la certificazione di quello che per l’intero settore, dal cinema al teatro, dalla musica alle mostre, il ballo, lo sport, è stato l’anno più buio. Con la spesa del pubblico che sempre nel confronto con il 2019 è diminuita dell’82,2% ovvero di oltre 4,1 miliardi di euro.

Per il settore, sottolinea il presidente Mogol, «per i creatori della felicità che sono i compositori e gli artisti della musica, del teatro, del cinema e della letteratura, nonché per i tanti lavoratori che ne supportano l’attività, un prezzo altissimo». Mentre il dg Gaetano Blandini parla di «bollettino di guerra» e chiede al governo attenzione «in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario». Numeri impietosi e terribili. E che tuttavia fanno se possibile ancora più male quando si nota che a gennaio e febbraio, prima che esplodesse la bomba Covid, il settore appariva in crescita. In particolare il cinema, complice l’uscita nelle sale di Tolo Tolo, l’attesissimo blockbuster di Checco Zalone che con più di 7 milioni di spettatori aveva rispettato le aspettative e mantenuto alti gli incassi. Ma pure la musica sorrideva, con gli incassi del botteghino cresciuti del 26,5%. Tant’è, da marzo con il lockdown si è aperto l’abisso, con la scure sui conti di tutti, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dagli eventi legati ai libri, le fiere, lo sport. La parziale riapertura estiva, pure incoraggiante, non è bastata, tanto più che in tanti sono rimasti fermi.

Quello che ne viene fuori, alla fine, è davvero un bollettino di guerra, la certificazione dell’abisso in cui sono precipitati tutti i settori della cultura e dello spettacolo, dal cinema (-70,8% ingressi/-71,5% spesa al botteghino) al teatro (-70,7% ingressi/-78,4% spesa botteghino) dai concerti (-83,2% ingressi/-89,3% spesa botteghino) allo sport (-77,5% ingressi/-83,% spesa botteghino). Una crisi profonda che ha affondato discoteche, sale da ballo e piano bar (-78,5% ingressi/-78% spesa botteghino) e colpito circhi e spettacolo viaggiante (-58,7% ingressi/-60,7% spesa botteghino) devastato fiere, mostre, esposizioni (-77,9% ingressi/-76,7% spesa botteghino). Un disastro reso più grave dalle incognite sul futuro, perché se è vero che a un anno dal primo lockdown l’emergenza è tutt’altro che superata è vero pure che bisognerà prima o poi fare i conti con tanti mesi di buio. In molti potrebbero non farcela a ripartire. E non solo. «Nel periodo in cui stiamo combattendo una battaglia durissima – ragiona il dg Siae Blandini – è importante capire anche quali conseguenze lascerà questa lunga e difficile fase sulle abitudini delle persone quando sarà possibile tornare alla normalità». —

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