Gioco
Il fascino e la meraviglia di quelle stalattiti nel tunnel
L’immagine della galleria del Cipollaio in Alta Versilia è una star dei social L’autista di pullman che l’ha scattata: «Un vero spettacolo della natura»
stazzema. Era dal 2013 che Federico Guiducci, un’autista versiliese della Ctt Nord, non vedeva la colonnina della temperatura nel paese di Arni – in Alta Versilia – segnare meno sette gradi. «E quando sono passato nella galleria del Cipollaio – racconta al Tirreno – sono stato colpito da quello spettacolo di sculture naturali che penzolavano dalle pareti e dal soffitto: tante stalattiti di ghiaccio che non ammiravo da anni».
D’istinto e in fretta, perché tirava vento ed era freddo, Federico ha così scattato una foto con il suo Iphone. Poi sui social l’immagine ha entusiasmato amici e tanti utenti, ed è iniziato un tam tam di condivisioni. Quella straordinaria conformazione naturale è stata immortalata lunedì mattina alle 7,30. La galleria del Cipollaio è un tunnel di mille e cento metri scavato fra le rocce durissime delle Alpi Apuane, dove a poche centinaia di metri si estrae uno dei marmi più pregiati, lo statuario delle Cervaiole. Siamo in Alta Versilia, poco prima di Arni, un paesino a circa 900 metri di altezza incastonato dietro il monte Altissimo, la vetta delle Alpi Apuane più maestosa (vista dal mare della Versilia), che dal pontile di Forte dei Marmi sembra di poter toccare con le mani. Federico è dal 2003 che lavora per il servizio di trasporto pubblico, e da 13 anni si occupa di guidare il pullman blu della Ctt Nord in quella tratta. Cioè, all’alba parte da casa con l’auto e va ad Arni dove lascia parcheggiato il mezzo di linea. Da lì scende nella piana della Versilia (caricando tanti studenti di Stazzema e Seravezza) percorrendo la via provinciale di Arni, una strada di montagna in parte suggestiva e in parte a picco sulle scarpate dei pendii rocciosi. È già stato autore di scatti molto divertenti, soprattutto in tema neve. Foto che anche Il Tirreno ha pubblicato in passato. Ma l’immagine delle candele di ghiaccio nella galleria è stato un mix di fascino, originalità e meraviglia.
«Quella scena così spettrale e suggestiva mi ha subito catturato – prosegue Federico – Sono sceso senza neppure spegnere i fari dell’auto, ho scattato e sono rientrato perché tirava un vento fortissimo. Ed era bella così, non ho dovuto neppure applicare filtri o sistemare la foto. Probabilmente lì sopra passa un falda d’acqua, e nei giorni scorsi grazie alle piogge si sono riempite molto le sorgenti. Poi con le temperature bassissime si sono formate quelle candele di ghiaccio così grosse e lunghe. Quando poi sono passato con l’autobus, scendendo, sono dovuto stare nel centro della carreggiata per schivarle».
Quel tunnel fu scavato fra il 1875 e il 1879, e poi reso fruibile per i pedoni e per la tranvia ad inizio del 1900. Fu una fortuna, perché aprì un collegamento fra la Versilia e la Garfagnana. All’inizio non era una strada ma una ferrovia (che oggi non esiste più) e serviva per trasportare fino sul pontile di Forte dei Marmi i blocchi di marmi estratti da quelle montagne. In quella vallata di Arni infatti, ad inizio del ‘900 si svilupparono fino a 20 cave di marmo, molte delle quali dell’Henraux di Querceta. –
Tiziano Baldi Galleni
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