Gioco
Ecco Lolita Lobosco la Montalbano donna E in tv ha il volto di Luisa Ranieri
La moglie di Luca Zingaretti è una poliziotta barese nella serie tratta dai romanzi di Gabriella Genisi
ROMA. «Vive con sana fierezza la sua femminilità, non finge di essere un uomo per avere rispetto, è priva di retropensieri. Ho scelto di accettare di interpretare questo ruolo perché è una figura moderna, proiettata nell’attualità, diversa dai personaggi più storici, che hanno caratterizzato una parte della mia carriera. Lolita Lobosco si è fatta strada da sola è autorevole e brava, ma anche dotata di grande ironia. Incontra l’universo maschile, è vicequestore del commissariato di polizia a Bari, sua città natale dov’è appena tornata per sua scelta dopo un lungo periodo di lavoro nel Nord». Luisa Ranieri è entusiasta della serie “Le indagini di Lolita Lobosco” su Rai 1 da domenica in 4 prime serate, per la regia di Luca Miniero, che vede nel cast tra gli altri Lunetta Savino nel ruolo di Nunzia la madre di Lolita e Filippo Scicchitano in quello di Danilo giovane e bellissimo giornalista che avrà una liaison con la protagonista nella fiction, una serie liberamente tratta dai romanzi di Gabriella Genisi editi da Sonzogno.
Ranieri napoletana doc nella serie sfoggia un accento barese: «abbiamo ingentilito il dialetto, cercando un linguaggio comprensibile a tutti e musicale». Non sfuggono però le similitudini con Montalbano, interpretato da suo marito Luca Zingaretti. E i romanzi della serie di Lolita Lobosco sono scritti da Gabriella Genisi, da alcuni definita la “Camilleri di Puglia”. «Con tutto il grandissimo rispetto per Camilleri, semplificare è cosa assai ardua. Lolita è una donna di oggi, Montalbano è quasi metafisico, appartenente a un mondo a parte – dice Luisa Ranieri – che non si può replicare, quasi fuori dal tempo, si muove in località quasi vuote. Un prodotto che ha conquistato in certi periodi il 40 per cento di share ed è amato e venduto in tutto il mondo, detto questo lo considero un onore se si fanno paragoni fra Lolita e Montalbano».
Riguardo al rapporto romanzo-fiction: «Penso che i libri e i romanzi si prestino bene alla fiction perché contengono personaggi che vale la pena raccontare in modo approfondito – dice ancora l’attrice – E poi Lolita è soprattutto una donna che ricopre una figura apicale in polizia». E si scopre anche il lato battagliero di Ranieri sulla strada della parità fra i generi. «Non bisogna abbassare la guardia mai – sottolinea – Piano piano si arriverà alla parità, dipende da anche da noi, guardare alle nuove generazioni, dai messaggi che mandiamo. Le scelte quotidiane contano».
Per Luisa Ranieri non è la prima volta sul set in divisa. «Sono stata un’agente in “La omicidi”, e nel 2014 un maresciallo in “Il giudice meschino”». Luisa Ranieri è stata poi scelta da Paolo Sorrentino per il suo nuovo film “È stata la Mano di Dio”. «Su questo silenzio assoluto, ho una clausola nel contratto», dice. Ma Maradona, lei è napoletana, è morto quest’anno lo ricorderà anche se era una bambina. «Non sono mai stata tifosa, ovviamente avevo credo 14 anni, ricordo quel periodo: ha dato moltissimo, come si fa a dimenticare la luce». Ranieri infine sarà anche la voce della madre della nuova eroina Disney in uscita a marzo “Raya e il Drago”. —
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