Sicurezza
Glauco Mauri e la magia del teatro di Shakespeare
ROMA. L’omaggio di Glauco Mauri a William Shakespeare. Mauri – proprio come fosse il Prospero de La tempesta – dà vita, insieme a Roberto Sturno, a Il canto dell’usignolo, allestimento che Rai Cultura propone stasera alle 21,15 su Rai 5. Un viaggio tra le pagine più belle dei capolavori del Bardo di Avon e, insieme, una galleria con alcuni dei 24 personaggi interpretati da Mauri in 90 anni di una vita spesa sul palco: dall’amore esternato nei Sonetti a Enrico V, da Come vi piace a Macbeth, e, appunto, e al Prospero de La tempesta.
«Shakespeare, insieme a Dostoevskij e Beckett – dice Mauri – è alla base della mia formazione. Perché racconta l’uomo come un impasto di fango e di luce, senza mai giudicare e condannare». Ad accompagnare lui e Sturno, nello spettacolo, che è stato registrato al Teatro di Tor Bella Monaca di Roma nel dicembre 2020 con la regia televisiva di Andrea Menghini, ci sono le musiche composte da Giovanni Zappalorto, eseguite in scena dall’autore al pianoforte, dalla violinista Marzia Ricciardi e da Marzio Audino alle percussioni, per realizzare un’altra magia: «Siamo circondati da tanta ansietà, da tanta paura – prosegue l’attore – che abbiamo bisogno che si levi un canto di poesia e di amore che ci doni speranza e fiducia. Ed è Shakespeare che con la sua poesia illuminerà questa nostra serata, per non condannarci a sentire il tanto gracidare della banalità e della volgarità che ci circondano». Per questo, ai brani più noti si accompagnano pagine meno conosciute come il grido disperato di Timone contro il malvagio e alcuni dei sonetti, la maggior parte dei quali Shakespeare scrisse per un giovane amico sconosciuto, che danno un’immagine più umana del Bardo. Un’occasione anche per “riaprire” in qualche modo il teatro, sia pure in tv. —
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