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MUSICA

Dave Grohl: «Altro che morto, il rock è in salute e in evoluzione»

Luca Trambusti
Dave Grohl: «Altro che morto, il rock è in salute e in evoluzione»

Il leader dei Foo Fighters ha presentato il nuovo album “Medicine At Midnight”: «È un disco festaiolo». E sulla politica: «Gli Usa finalmente possono cambiare»

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I Foo Fighters hanno lavorato per due anni al nuovo disco che doveva uscire a inizio 2020, seguito da un tour biennale. La band di Dave Grohl ha dovuto però aspettare il 5 febbraio 2021 per pubblicare “Medicine At Midnight”, decimo lavoro della band alt rock americana.

Collegato via internet dalla sua casa oltreoceano il leader, frontman della band parla così del disco. «Il 2020 - dice Grohl - doveva essere un anno di festeggiamenti. Sono venticinque anni della band e per questo non volevamo fare qualcosa di tranquillo, da pensionamento - dice ridendo - piuttosto un “party album”, festaiolo, con groove e da ballare. Abbiamo scritto pensando a questo». Un anno dopo il disco resta sempre valido anche al di là dei festeggiamenti e delle ricorrenze. «Era arrivato il momento di farlo uscire – afferma il chitarrista – perché anche se non sappiamo cosa sarà del tour c’è vita in ogni caso». Sempre a proposito del disco il musicista americano dice: «C’è un lato più leggero, insieme a momenti più scuri, emotivi. Ci trovo però leggerezza. È un disco colorato e luminoso, lo è di più rispetto ad altre nostre uscite. Con questo album – aggiunge – seguiamo direzioni e strade mai esplorate. Siamo fortunati a essere qui, perché tra noi siamo amici e molto legati. Dopo 25 anni ci siamo resi conto di ciò che siamo e di come vogliamo essere. Io non mi sento diverso da quando avevo 21 anni. L’unica volta che è cambiato qualcosa – dice ridendo – è stato quando mi sono rotto la gamba e non ho camminato per un anno».

Sicuramente i Foo Fighetrs sono al momento una delle maggiori realtà rock mondiali. È allora inevitabile domandare al leader quale sia lo stato di salute di questa musica. «Da tanti anni mi fanno questa domanda. Io penso stia bene – afferma Grohl – Dal palco canto per centinaia di migliaia di persone, quindi non si può certo dire che il rock sia morto. Billie Eilish non è rock per dinamiche musicali ma lo è per motivi culturali, perché, come fa il rock, connette milioni di persone. Se il rock è morto allora è come uno zombie, che esce e ritorna. Il rock è in evoluzione».

C’è poi per la band un aspetto politico, una precisa presa di posizione che li ha portati a esibirsi al recente insediamento di Biden, insieme a Springsteen e Bon Jovi. «Mio padre – dice Grohl – era un giornalista poi ha iniziato a scrivere discorsi per i repubblicani. Io mi sono sempre ribellato a mio padre, eravamo in conflitto. Io voglio unire, non dividere come invece è successo in America. All’insediamento di Biden – prosegue – abbiamo suonato “Times Like These”, un brano del 2002, che è un inno alla ripartenza, alla rinascita. Io l’ho scritto pensando a motivi personali ma può avere anche una chiave politica. La gente la canta per diverse ragioni, ma sempre con lo spirito di condivisione». Grohl ha poi anche una riflessione sui recenti violenti fatti e la situazione politica americana. «Non sono sorpreso; tutti aspettavano ciò che è successo. D’altronde– conclude – negli ultimi 4 anni è come se si fosse tolta la benda da una ferita, per cui tutto si è infettato. È stato un lento e progressivo declino, ma ora c’è speranza perché proprio le cose sono cambiate e in questi minuti si sta trattando per l’impeachment di Trump». —

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