Viaggio nella storia dell’arte con i clic di Aurelio Amendola
In mostra a pistoia gli scatti del grande fotografo
Gabriele Rizza
Fanno un bell’effetto le foto di Aurelio Amendola selezionate da Paola Goretti e Marco Meneguzzo per l’omaggio che gli dedica Pistoia (sua città natale), allestendo fra Palazzo Buontalenti e Antico Palazzo dei Vescovi una corposa antologica di oltre 200 scatti che dal 1960 arrivano ai giorni nostri.
Fotografo dell’arte, intesa come manifestazione di chi la interpreta, testimonianza in presa diretta e in divenire di chi la fa, ma anche come documentazione del contributo dei maestri di ieri (Donatello, Bernini, Canova per fare qualche nome), Amendola declina un catalogo di confronti e racconti, una partitura consapevole, quanto tecnicamente impeccabile, dell’arte al lavoro e sul lavoro. Il cavalletto di Amendola sono i suoi sguardi, le sue riflessioni, gli interlocutori, i suoi dialoghi aperti e appassionati. Sono scoperte di ombre classiche e pulsazioni pop, respiri epocali e magnetismi contemporanei. Come recita il titolo che accanto a Michelangelo schiera Burri e Warhol in una sorta di centrifuga dove convivono il passato e l’avanguardia, gli happening degli anni Settanta, il dedalo delle amicizie e delle collaborazioni, le grandi mostre, i piccoli musei. Un robusto piedistallo sui cui le immagini di Amendola scorrono veloci, leggere e sensuali, mosse da correnti d’aria come invenzioni plastiche, sculture esse stesse, forme e volumi che dettano la sostanza dell’artista e il piacere del fotografo, messaggero d’amore e portatore di recondite, misteriose armonie. «Si tratta della prima esposizione che raccoglie la quasi totalità della produzione di Amendola – sottolineano i curatori – offrendo al pubblico l’opportunità di ammirarne la coerenza figurativa, il legame con la tradizione classica, con la storia dell’arte e della fotografia, con i grandi maestri contemporanei. Lontano dal modello documentaristico, con la grazia speciale della qualità atmosferica e sensoriale dei suoi scatti, la fotografia di Amendola non è mai oggetto estetico ma un atto poetico e delicato, insieme carnale e spirituale, meditativo e seduttivo».
Promossa da Fondazione Pistoia Musei. Fino al 25 luglio. Catalogo Gli Ori. Info 0573 974228. –
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