Gioco
Il soggiorno in riva all’Arno dello psichiatra serial killer
Hannibal Lecter, nel suo soggiorno fiorentino nel film di Ridley Scott, non si dedica soltanto all’arte e alla letteratura, discutendo della Divina Commedia e del caso di Pier Della Vigna, citato da Dante nel XIII canto dell’Inferno, ma anche alla cucina e alla musica.
In Borgo San Jacopo, in un’immaginaria Gastronomia Vera – che viene ripresa anche nella serie tv “Hannibal”, andata in onda tra 2013 e 2015 – Lecter si rifocilla con formaggi e tartufi bianchi. Al Teatro della Pergola, invece, il personaggio di Anthony Hopkins prende parte da spettatore a concerti di musica classica, per cui nutre un’enorme passione. Ma l’altalena tra luce e oscurità, nella storia di Lecter, è inarrestabile e porta sempre a galla la vera natura del dottor Lecter. Il lato tenebroso dello psichiatra serial killer, che si mescola alla perfezione con gli angoli più bui della città, si mostra già quando si reca alla mostra sugli strumenti di tortura ospitata nel Forte Belvedere, nel punto più alto della collina di Boboli. Qui, Lecter non si sofferma tanto sugli strumenti di tortura, quanto sulle reazioni che i visitatori hanno nell’osservare la mostra. Del resto, la deformazione professionale lo porta ad analizzare i volti e le espressioni di chi ha di fronte. —
P.M.
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