Il Tirreno

la protesta 

Al Blue Note: «Perché sì il pranzo e no la musica?»

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MILANO. È «incoerente» che, in base all’ultimo Dpcm, si possa mangiare e bere nei locali e non si possa fare musica dal vivo; cosa che, nel rispetto delle regole, è altrettanto sicuro. Ed è per sottolinearlo che ieri al Blue Note, storico locale milanese tempio del jazz, riaperto per il brunch dopo mesi di chiusura forzata, si è svolta una protesta pacifica per mandare un segnale alle istituzioni e sottolineare l’incoerenza delle norme attuali, con l’hashtag #WeWantMusicBack.

Sul palco, per un brunch organizzato nel rispetto della normativa, si sono alternati Sergio Cocchi, Michelangelo Decorato, Giovanni Falzone, Antonio Faraò, Claudio Fasoli, Paola Folli, Fiore Garcea, Luca Jurman, Lo Greco Bros, Folco Orselli, Pepe Ragonese, Antonio Zambrini, Attilio Zanchi e Nick the Nightfly, tutti senza strumenti, ma seduti a tavola come gli altri clienti.

«Il cuore pulsante del Blue Note è il palco: e perché il nostro può essere utilizzato solo come sala da pranzo e non per il proprio scopo principale?», ha affermato Daniele Genovese, ad del Blue Note Milano. —

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