Lutto
Alla scoperta di Palazzo Lenzi un tesoro nascosto di Firenze
FIRENZE. Affacciato sulla odierna piazza Ognissanti, tra le più importanti ma meno conosciute delle dimore nobili fiorentine, Palazzo Lenzi si svela ora nelle pagine di un libro uscito per i tipi di Edifir, a cura di Caterina D’Amelio, Marco Lombardi e Manon Hansemann che dal 2018 è la direttrice dell’Istituto francese, che qui ha sede dal 1912.
«Il libro – dice Hansemann – è il frutto di un meticoloso lavoro di ricerca che raccoglie le notizie sul palazzo e la sua storia, una storia molto complessa su cui finora poco si era scritto, e quel poco con molte lacune e inesattezze. Possiamo dire che questo libro colma un vuoto e nel narrare la storia del palazzo, racconta anche la storia di quello che è l’Istituto francese di Firenze, fondato nel 1907 da Julien Luchaire dell’Università di Grenoble, primo istituto culturale al mondo, intrecciando le vicende dell’edificio con quelle della più che centenaria istituzione che ho l’onore di dirigere». L’importanza e l’originalità di questo lavoro, consistono nell’approfondimento delle fonti che permette di valorizzare la conoscenza di un edificio connotato da singolari caratteristiche nel panorama architettonico dei palazzi rinascimentali fiorentini, come il rivestimento graffito con disegno di ordini sovrapposti ai piani alti, che fa da termine di confronto per altre dimore coeve. Fatto costruire alla metà del Quattrocento dalla facoltosa casata di cui porta il nome (tradizionalmente impegnata nel campo manifatturiero) il palazzo nel corso dei secoli, cambiando proprietari, ha subito varie trasformazioni sia all’interno che sulla facciata. In mano privata sino al 1949, lo Stato francese acquista l’edificio dove appunto dal 1912 aveva trovato sede l’Istituto. «Mi auguro – conclude Hansemann – che sia gli appassionati che il grande pubblico troveranno questo libro interessante».
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