Gioco
Il silenzio assordante che fa star male musica e teatro vogliono (ri)farsi sentire
Gli organizzatori di manifestazioni navigano al buio, impossibile fare una programmazione per primavera ed estate Prevale la voglia di ripartire anche con gli eventi al chiuso rispettando i protocolli sanitari, sperando che il pubblico si fidi
Samuele Bartolini
Dopo la mazzata dell’anno scorso il mondo degli spettacoli e degli eventi culturali naviga al buio. I problemi sono tanti. Non si sa che programmazione potrà essere imbastita per l’estate perché le preoccupazioni sono altre.
C’è chi vorrebbe ripartire con gli eventi al chiuso ma tra mille accorgimenti. Con la Regione c’è un dialogo ma non si sa più con chi confrontarsi a Roma perché un governo non c’è. È questo il quadro che esce dalla chiacchierata con tre “addetti ai lavori”. Sono la direttrice dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato Angelita Borgheresi, il direttore di Musicastrada Festival Davide Mancini e il presidente del Toscana Music Pool Gianni Pini. Angelita Borgheresi presenta un quadro fosco: «Al momento è difficile fare una programmazione. Si lavora sui progetti senza sapere quando, dove e come saranno realizzati». Il fiore all’occhiello dell’istituto è la Festa del Teatro di San Miniato. Si tiene d’estate. Quest’anno torna in piazza Duomo, buon segnale. «Ma non so ancora in che modalità e con quale capienza la potremo fare», dice Borgheresi. C’è chi però si augura di ripartire anche con gli eventi al chiuso. «Sono stati riaperti i centri commerciali. Non capisco perché non si possano riaprire anche cinema e teatri. In fondo le regole anti-Covid ci sono già e funzionano», dice Davide Mancini. Vedi alla voce: un posto sì e un posto no in cinema e teatri, la mascherina obbligatoria, dispenser sparsi un po’ ovunque per igienizzarsi le mani. In Spagna ci stanno provando. Ma le istituzioni italiane vanno a rilento. Anche se con la Regione il tavolo è aperto. Per l’estate invece di problemi ce ne dovrebbero essere di meno. “L’anno scorso al Musicastrada Festival abbiamo messo il biglietto simbolico a 3 euro, la capienza degli spettacoli era limitata seppure all’aperto, ma non ci sono stati focolai di Covid. Penso che quest’anno si possa rifare il festival con le stesse modalità». Mancini. Ma il pubblico si fiderà a tornare? «Non lo sappiamo. Di sicuro ci vorrà una grossa campagna promozionale», dice Gianni Pini. –
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