Sicurezza
È dura per tutti Per fortuna posso disegnare
«Lo ammetto. Io sono fortunato. Qualche lavoro continuo ad averlo. Faccio tanti disegni per mio padre. Intanto però imparo a suonare la tromba». Sono tempi brutti per i musicisti. Il Covid tiene tutti lontani dal palco. Michele Staino però è onesto. Anche lui non suona più dal vivo. Gli eventi non ci sono. Ma non nasconde il fatto di essere il figlio del grande Sergio Staino. Così, anche se sono tempi di magra e Michele non fa il mestiere per cui è tagliato, il contrabbassista, c’è suo babbo che gli dà una mano e almeno lo fa disegnare. Così anche il figlio porta lo stesso la pagnotta a casa. «So però che per tantissimi miei colleghi questa epidemia è una vera e propria tragedia», ammette al Tirreno. Intanto Michele Staino non sta con le mani in mano. «Ho curato gli arrangiamenti delle musiche di Lu Colombo, quella di Maracaibo, e ho partecipato sul web al Tg suite di David Riondino». Non solo. Michele ha trasformato l’anno del Covid in un anno per imparare uno strumento nuovo: la tromba. «Sì, ho cominciato a suonare la tromba. Mi sono imposto un ritmo. La suono almeno venti minuti al giorno». Chissà che il suono potente della tromba non scacci virtualmente il Covid. (s.b.)–
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