Gioco
Il ritorno di Corinne Clery «Finalmente faccio una donna della mia età»
L’attrice è fra i protagonisti di “Free - Liberi” di Cortese In programma diversi altri film e poi ancora il teatro
Francesca Pierleoni
«Era tanto tempo che aspettavo un personaggio così: è positivo, dà tanta speranza alle donne, ed è vero. Io sono un po’ così nella vita, e cercavo un personaggio giusto per la mia età e che mi assomigliasse. Non aveva più senso facessi l’amante, o la mamma che ruba il fidanzato alla figlia, voglio interpretare storie che mi corrispondano». Lo dice Corinne Clery parlando di Erica, il suo personaggio in “Free - Liberi” commedia on the road corale di Fabrizio Maria Cortese disponibile sulla piattaforma Chili.
Protagonisti cinque over 60 che decidono di fuggire dalla casa di riposo dell’Opera Don Guanella di Roma, per accompagnare una delle componenti del gruppo, Mirna (Sandra Milo) a ritrovare in Puglia il suo grande amore creduto a lungo morto, il pericoloso Dragomir (Antonio Catania). Nel cast anche Ivano Marescotti, Babak Karimi, Enzo Salvi, Marco Marzocca, Sergio Friscia, Tullio Solenghi, Shalana Santana e Michele Venitucci. Ognuno nel viaggio cerca un nuovo inizio: Erica ritrova la gioia della sua arte (è una cantante) e crea un nuovo importante legame con l’apparentemente burbero Antonio, interpretato da Babak Karimi: «Un attore e un uomo stupendo», commenta l’attrice. Tra i momenti più riusciti del film anche le sue scene con Sandra Milo: «Ci conosciamo bene, la amo e la rispetto. Mi ritrovo nella sua capacità di comunicare gioia di vivere anche quando dentro ci sentiamo un po’ ferite e doloranti. È una donna molto colta, di grande dignità, intelligenza e autoironia».
“Free” racconta come sia possibile il ritorno alla vita in ogni età anche da over: «Non bisogna mai dire mai, ma guardare sempre cosa c’è dietro l’angolo, serve solo un po’ di coraggio». Clery l’ha avuto, anche due anni fa quando ha deciso di andare a vivere da sola in campagna: «È una scelta con cui mi sono salvata. Stavo attraversando un momento non facile e mi sono messa in discussione. Poi proprio quando stavo riprendendo il teatro sono arrivati la pandemia e il lockdown. Svegliarsi ogni mattina immersa nella natura, in mezzo agli ulivi, con gli animali è stata una terapia, ti fa sentire libera». Nella sua vita non ha mai avuto paura di invecchiare: «non ne vado pazza ma la prendo con positività. Scopro tante cose tutti i giorni».
L’attrice ha altri tre film in cantiere: è già pronto (l’uscita è stata rimandata per l’emergenza Covid) “Ritorno al crimine” di Massimiliano Bruno, sequel con Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Giulia Bevilacqua, della crime comedy “Non ci resta che il crimine”. «Lì interpreto una contessa pazza, tutta rifatta. Vado in giro con una boccuccia tanto stretta che non ci posso neanche mangiare», spiega sorridendo. In “Mamma qui comando io” di Federico Moccia, «sono invece una nonna vegana rompiballe, un po’ snobbina, che sembra burbera e invece è molto affettuosa. È la mia prima nonna, sono felicissima». L’attrice ha inoltre una «partecipazione carinissima in Io e Angela, di Herbert Simone Paragnani con quello splendore che è Ilenia Pastorelli. Lì interpreto la mamma di Pietro Sermonti, una donna apparentemente superficiale che non si accorge di niente».
«Dopo 20 anni di palcoscenico, la pandemia, con la chiusura dei teatri mi ha permesso di fare cinema. Sto lavorando tanto, ed è un ritorno pieno di sfumature: passo da una donna depressa che ritrova la voglia di vivere a una burbera tenerona. Nessuno vuole fare la donna grande, tutte si vogliono ringiovanire, io invece mi voglio invecchiare, cambiare, continuo ad imparare». —
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