Il Tirreno

Sanremo, la Rai ha deciso «Niente pubblico all’Ariston»

Sanremo, la Rai ha deciso «Niente pubblico all’Ariston»

Il protocollo Covid sarà presentato oggi al Comitato tecnico scientifico Annullate invece tutte le manifestazioni collaterali all’esterno del teatro

3 MINUTI DI LETTURA





sanremo. Niente pubblico, nemmeno i figuranti in platea. Niente eventi esterni, né programmi collegati al festival che ogni anno sbarcano a Sanremo “colonizzando” tutto il palinsesto. La Rai ha deciso: il protocollo che oggi sarà presentato al Comitato tecnico scientifico punterà tutto sulla messa in sicurezza del teatro Ariston e degli spazi connessi, assicurando però lo show ai telespettatori nel rispetto della musica e della storia del festival, che resta previsto dal 2 al 6 marzo.

La parola passa dunque agli esperti, che dovrebbero pronunciarsi già domani o, più probabilmente, venerdì, ma che, almeno in base alle prime anticipazioni del protocollo, sarebbero orientati a dare il via libera.

Dopo una lunga riunione tra l’azienda e Amadeus, conduttore e direttore artistico, alla luce dell’evoluzione della pandemia la scelta è stata rivoluzionare il progetto originario per concentrarsi esclusivamente sulle serate all’Ariston. E di fronte alla platea vuota, bisognerà fare uno sforzo di fantasia e immaginare proposte creative compatibili con questa impostazione: toccherà ad Amadeus e al sodale Fiorello, abituato a scaldare il pubblico in sala con le sue performance, mettere professionalità ed esperienza al servizio di una formula che – nelle intenzioni dell’azienda – punterà sullo spettacolo e insieme sul rispetto per i teatri e la cultura che tanto hanno pagato in questi mesi di chiusure. E che ne giorni scorsi si erano schierati compatti con l’alt del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini alla presenza del pubblico.

«Mi pare una scelta orientata a perseguire la massima sicurezza, esattamente come abbiamo fatto annullando il palco di piazza Colombo o qualsiasi altro evento collaterale» , commenta il sindaco Alberto Biancheri. Per evitare il rischio assembramenti, sono stati archiviati definitivamente la nave – immaginata all’inizio come “bolla” per il pubblico – e il palco esterno a due passi dall’Ariston, che nelle ultime due edizioni ha attirato migliaia di persone. Bocche cucite sui minori introiti nelle casse della Rai in termini di sponsorizzazioni – una partita da diversi milioni di euro – a fronte di risparmi che l’azienda porterà a casa riducendo drasticamente il plotone degli inviati delle diverse trasmissioni monopolizzate per l’intera settimana dal festival.

La Rai e l’organizzazione hanno giocato le loro carte, ora tocca al Cts. «Il Festival di Sanremo è una manifestazione che sicuramente si organizzerà all’inizio del mese di marzo, siamo in attesa di ricevere dalla dirigenza Rai il piano di sicurezza in maniera tale che possiamo poi esprimerci con un nostro parere circa la modalità di fruizione dell’evento», spiega Fabio Ciciliano, segretario del Cts. Quanto all’ipotesi del rinvio a fine aprile, circolata nei giorni scorsi come una delle opzioni sul tavolo, «non penso – argomenta Ciciliano – che ci sarà uno slittamento. Si tratta semplicemente di analizzare con precisione quelle che sono le attività del Festival all’interno del teatro Ariston e soprattutto all’esterno» .

Giù le mani, comunque, da Sanremo. «Il Festival e la città sono due realtà indissolubili», avverte il sindaco, respingendo al mittente l’opportunità, suggerita dal presidente di Fimi (la federazione dell’industria musicale) Enzo Mazza, di spostare l’evento fuori dall’Ariston o altrove, come nel Forum di Assago. Un’idea che il presidente della Liguria Giovann Toti boccia come «assolutamente folle». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web