Il Tirreno

firenze 

Lahav Shani fa meraviglie con l’Orchestra del Maggio

Gabriele Rizza

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firenze. Giovane e brillante (è nato a Tel Aviv nel 1989, già direttore della filarmonica di Rotterdam) Lahav Shani succede a Zubin Mehta, che l'ha guidata per mezzo secolo, sul podio della Israel Orchestra. L'altra sera, in un teatro deserto, testimoni privilegiati i pochi giornalisti ammessi, Shani ha preso per mano con sicura energia e spregiudicata eloquenza l'Orchestra del Maggio, destreggiandosi fra l’Ouverture di “Oberon” di Carl Maria von Weber, la Sinfonia n.1 “La primavera” di Schumann e il Concerto K. 595 per pianoforte e orchestra di Mozart, che lo ha visto anche raffinato interprete alla tastiera. Una bella sorpresa per qualità e incisività di lettura (Shani dirigeva per la prima volta a Firenze e per la seconda in Italia, dopo l'esordio nel gennaio 2017 con l’Orchestra della Rai a Torino) di cui il pubblico potrà rendersi conto via streaming a partire da domani. Il concerto infatti alle ore 20 sarà visibile gratuitamente sul sito web del teatro, dove rimarrà disponibile per un mese. Shavi dirige a memoria, il gesto secco e incisivo, la consapevolezza di poter controllare tutto l'organico, lasciando da parte ogni esuberanza come la giovane età potrebbe suggerire. Un controllo che si manifesta appieno nel concerto mozartiano. Poi von Weber e Schumann alzano il diapason, scommettono su squilli e accensioni, inseguono paesaggi sontuos , una narrazione che Shani incanala nella forma sinfonica. —

Gabriele Rizza

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