Gioco
Arriva “Party Hard” Francesco Guarnaccia e la festa pazza raccontata a fumetti
Il pisano, 26 anni, si cimenta con una storia divertente I disegni affidati a Roberto D’Agnano: «È bravissimo»
Guido Siliotto
Francesco Guarnaccia è uno dei talenti più interessanti della nuova scena del fumetto italiano.
Pisano, classe 1994, dopo l'ottimo “Iperurania” (Bao Publishing), dove si cimentava con la fantascienza affermando tutto il suo talento visivo, ora si propone con “Party Hard”, pubblicato da Feltrinelli Comics.
Stavolta però si è limitato a scrivere la sceneggiatura, affidando i disegni all'assai capace Roberto D'Agnano.
Cinque amici accettano una sfida: organizzare una festa memorabile, ma quando tutto sembra riuscito, un evento drammatico e inatteso sconvolgerà le cose. Un graphic novel sull'essere giovani e su quanto sia difficile e tuttavia naturale passare al mondo adulto.
«L’idea per Party Hard è nata quando avevo l’età dei protagonisti –, confessa Guarnaccia. – All'epoca pensavo che avere 20 anni fosse una sorta di soglia oltre la quale le cose sarebbero cambiate radicalmente e volevo “cristallizzare” quella sensazione scrivendo una storia. Quando ho ripreso in mano il progetto, ora che di anni ne ho 26, ho cercato di scriverlo nello stesso modo in cui l’avrebbe fatto il me stesso ventenne. Per cui, a dire la verità, il libro non è tanto una riflessione sull’essere giovani, ma sulla paura di perdersi la giovinezza, sprecarla o doverla rimpiangere. All'epoca pensavo che fosse la mia ultima occasione per divertirsi prima di dover diventare adulto e poi la vita sarebbe diventata noiosa. Per questo, a quell’età credevo che ogni occasione dovesse essere il massimo, il gran finale, una roba indimenticabile. Crescendo, ho capito che le cose cambiano e si mescolano gradualmente, e in questo “mescolone” sei tu a decidere le priorità. Adesso ho un lavoro, una casa, pago le bollette, ma molti dei soldi che guadagno li spendo in videogiochi. Credo che per me il vero passaggio di età sia avvenuto quando ho capito che tutti questi elementi possono coesistere, basta dosarli nel modo giusto».
Come mai la decisione di affidare i disegni a D'Agnano?
«Perché è bravissimo e quando diventerà famoso potrò dire: “L’ho scoperto io”. Scherzi a parte, siamo amici e non vedevo l’ora di collaborare con lui. E poi, da un punto di vista stilistico, siamo entrambi figli della stessa corrente artistica e delle stesse influenze: non solo i fumetti di Scott Pilgrim, PK, Lupo Alberto e Calvin & Hobbes. ma soprattutto certi cartoni animati - Adventure Time, Gumball, Steven Universe - e videogiochi come Crash Bandicoot, Spyro e Ratchet and Clank. Da un punto di vista narrativo, invece, la mia ispirazione principale è stata la serie britannica “Skins” e, più in generale, quei film con l’ambizione di raccontare la gioventù contemporanea senza filtri o giudizi morali».
Party hard” stride con le privazioni che stiamo vivendo a causa del Covid.
«In effetti ho scritto la sceneggiatura durante il primo lockdown ed è stato un ottimo modo per distrarsi da quella realtà. Spero che faccia questo effetto anche a chi lo legge, visto che il bisogno di evadere è diventato ancora più impellente. Spero che si torni presto ad una vita normale e che ognuno possa decider in libertà come vivere la propria giovinezza. Comunque è stato facile scrivere di feste pazze, sia per la voglia ardente di tornare a quelle situazioni, ma anche perché molte delle cose che si raccontano nel libro sono più o meno successe davvero. Che tu sia un festaiolo pazzo, un tipo stravagante, una ragazza insicura o troppo sicura, o magari un malinconico, se ti rivedi in almeno una di queste categorie, ti potresti sentire molto rappresentato in Party Hard!»
I PROTAGONISTI
Bronzo, che a fine serata collassa sempre sul divano, Martina, fragile attaccabrighe, Biagio, collezionista di flirt innamorato di se stesso.
E poi Tommaso, che ha un talento unico per ficcarsi in situazioni surreali, e Anna, esile e delicata ma capace di tenere testa a un lottatore di sumo quando si tratta di bere spritz. Cinque amici storici, diversissimi tra loro eppure uniti da un legame inossidabile, non perdono occasione per partecipare a eventi pazzeschi che puntualmente degenerano in abusi di alcolici e sostanze. —
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