Sicurezza
La vita e i record di Jacques Mayol l’Uomo delfino
MILANO. Dopo essere stata d’ispirazione al film “Le Grand Bleu” di Luc Besson, torna protagonista la straordinaria vita di Jacques Mayol, il più grande apneista della storia. Tramite i suoi scritti e grazie alle testimonianze di amici e parenti, sarà proprio Mayol a raccontarsi nel documentario “Dolphin Man – L’uomo delfino” in onda su Sky Arte domani alle 21,15 e in streaming su NowTv.
Convinto di poter sfidare le barriere fisiche tra l’uomo e il mare, Jacques Mayol era alla ricerca di una perfetta armonia tra uomo e fondali marini. Credeva fortemente nella somiglianza tra gli uomini e i delfini, ne studiava e imitava il comportamento, da qui il soprannome di “Uomo Delfino” che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Praticava regolarmente lo yoga e altre attività meditative, imparando a controllare la respirazione e il battito cardiaco. Nonostante la sua fosse una carriera sportiva, non aveva velleità di competizione, ma credeva fortemente nel superamento dei limiti fisici dell’uomo. Fu così che divenne il primo apneista a superare la barriera simbolica dei 100 metri sott’acqua e a 56 anni, riuscì a battere il suo record raggiungendo i 105 metri.
A partire dalla sua nascita a Shanghai nel 1927 fino ai suoi numerosi record mondiali, questo film si basa sui suoi ricordi, su grandi archivi e immagini sottomarine, testimonianze dei suoi cari e dei suoi eredi sportivi (i subacquei William Trubridge, Mehgan Heaney-Grier e Umberto Pelizzari). Dagli Stati Uniti all’India e al Giappone, fino all’Italia – Mayol visse a lungo all’Isola d’Elba che aveva scelto come luogo ideale per allenarsi e qui morì nel 2001– un tuffo emozionante nell’esistenza epica, le crepe e le lotte dell’uomo delfino. I racconti trasmettono lo spirito di un’epoca e delineano la figura di un atleta bohémien, amante della vita ma anche solitario e bizzarro, che ha dedicato la sua vita al mare. —
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