Sicurezza
Franceschini: «No ai figuranti» E ora il Festival rischia lo stop
Senza pubblico (anche finto) all’Ariston, Amadeus è pronto a dimettersi Dubbi dal Comitato tecnico scientifico, la Rai punta tutto sul protocollo
Angela Majoli
ROMA. Un protocollo che tenga conto delle indicazioni del governo, con lo stop alla presenza del pubblico, e insieme delle esigenze dello spettacolo: è questa la soluzione alla quale si lavora a viale Mazzini per il Festival di Sanremo, previsto dal 2 al 6 marzo. Un orientamento che emerge dopo una giornata convulsa che ha visto il no del ministro della Cultura Dario Franceschini anche alla presenza di figuranti, seguito dalle indiscrezioni su Amadeus indispettito e contrario a mettere in scena il Festival in un Ariston vuoto. In sostanza, o si fa con il pubblico (anche di comparse) o il direttore artistico e conduttore è pronto a lasciare.
Il “diario della crisi” si apre intorno alle 9,30, con il tweet con cui Franceschini avverte che l’Ariston «è un teatro come tutti gli altri e quindi il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile». Una presa di posizione che di fatto ribadisce e insieme specifica le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, che invitando il Comitato tecnico scientifico a pronunciarsi sulle sollecitazioni dell’industria discografica, aveva ricordato che «gli spettacoli che si svolgono nelle sale teatrali, in base al Dpcm vigente, possono svolgersi soltanto in assenza di pubblico».
Le parole di Franceschini scuotono il cda della Rai, dove è in corso un’informativa su Sanremo da parte dell’ad Fabrizio Salini, e tutta la squadra del festival, che da settimane lavora alla realizzazione dell’evento con un pubblico, seppur ridotto e composto da 380 figuranti contrattualizzati, in platea: una condizione imprescindibile per Amadeus e per il sodale Fiorello.
Teatro o studio televisivo? Spettacolo o trasmissione tv? Il nodo è qui: la Rai considera l’Ariston equiparabile a uno studio, allestito in modo da garantire le misure di sicurezza, e il Festival un programma seriale: e le Faq sul sito di Palazzo Chigi ammettono la deroga per le trasmissioni televisive, «perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento coreografico o comunque strettamente funzionale alla trasmissione».
La parola passa agli esperti: a cda in corso, mentre Amadeus resta fermo sulle sue posizioni, una delegazione della Rai incontra il Comitato tecnico scientifico, che fa presente le sue perplessità. Tre gli ordini di problemi. Il Dpcm in vigore, con le norme che non consentono gli spettacoli nelle sale teatrali. La situazione epidemiologica: ad oggi la Liguria punta a tornare in zona gialla, ma ai primi di marzo potrebbe tornare in zona arancione o rossa. Infine, il rischio assembramenti, considerato che il Festival richiama in città migliaia di persone. La Rai, che presenta agli esperti le linee guida del progetto – si parla di un teatro rivoluzionato, con il palco esteso fino a metà platea e le sedute distanziate per il pubblico – ufficializzerà all’inizio della prossima settimana il suo protocollo, sul quale il Cts si esprimerà probabilmente entro qualche giorno. A preoccupare – si ragiona a viale Mazzini – non sarebbe tanto la gestione degli spazi chiusi, come l’Ariston ed eventualmente il Palafiori, quanto l’esterno dove si rischiano eventi imprevedibili e assembramenti. Un problema che si porrebbe indipendentemente dalla presenza del pubblico in platea.
Il rischio di uno stop al Festival mette in allarme il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che evoca senza mezzi termini lo spettro del default per il suo Comune. Il mondo del teatro e dello spettacolo si schiera, invece, apertamente con Franceschini: dal sovrintendente della Scala Dominique Meyer al drammaturgo Stefano Massini, dal sovrintendente dell’Opera di Roma Carlo Fuortes al presidente dell’Agis Carlo Fontana, chiedono in coro «regole uguali per tutti». Ma c’è anche chi, come Enrico Mentana, ripesca sui suoi profili social una foto di tre mesi fa, con il «pubblico di figuranti tamponati in una trasmissione di Maurizio Costanzo. Vicino a me – ricorda il direttore del TgLa7 – c’era il viceministro della Salute».
Intanto sui social spopolano i meme con Amadeus che sale al Colle, in ballo c’è il «mandato per il bis». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
