Sicurezza
Con Clarice e Hannibal 30 anni di brividi e in tv sta per arrivare la serie spin-off
“Il silenzio degli innocenti” vinse i 5 Oscar più importanti e dette il via a una fortunata saga
L’ANNIVERSARIO
Francesca Lenzi
È trascorso un anno da quando Clarice Starling, giovane recluta dell’Fbi, specializzata in discipline del comportamento, ha catturato il serial killer Buffalo Bill, ottenendo per questo la promozione ad agente speciale. È anche un anno dalla scomparsa di Hannibal Lecter, ex psichiatra, fuggito dal manicomio criminale di Baltimora dov’era rinchiuso con l’accusa di aver ucciso alcuni suoi pazienti e averne mangiato i corpi. È stato proprio il dottor Lecter a mettere la giovane Clarice sulla strada di Buffalo Bill, al termine di una singolare collaborazione, da una parte e dall’altra del vetro della cella di isolamento che ospitava il cannibale. Inizia dalla fine di tutto la serie tv “Clarice”, sorta di spin-off del “Silenzio degli innocenti”, film che compie trent’anni.
Creata da Alex Kurtzman e Jenny Lumet, la serie “Clarice” (già disponibile in rete il trailer) andrà in onda dall’11 febbraio sulla Cbs americana, mentre per l’Italia non c’è una data, ma dovrebbe arrivare comunque nel corso del 2021. Si concentra in particolare sulla figura dell’agente Starling dopo il terribile caso di Buffalo Bill e lo sconvolgente rapporto nato durante l’indagine con Hannibal Lecter. Clarice continua a cercare serial killer, mentre la macchina da presa racconterà anche la sua parte più intima e ferita, a partire da un’infanzia difficile e un passato che pare continuare a tormentarla. A darle volto sarà Rebecca Breeds, attrice australiana con esperienze perlopiù televisive.
Certo è che, parlando di Clarice Starling, la mente va per forza al 1991, a quel “Silenzio degli innocenti” tratto dal romanzo di Thomas Harris, film più riuscito della saga tradotta per il grande schermo. Da recuperare, per chi non l’abbia già fatto, è senza dubbio “Manhunter – Frammenti di un omicidio” (1986), diretto da Michael Mann, prequel de “Il silenzio degli innocenti”, con Brian Cox nei panni del dottor Hannibal. Del 2002 è il remake “Red Dragon” di Brett Ratner. E, giusto per completare la filmografia, “Hannibal” (2001) diretto da Ridley Scott, rappresenta il terzo episodio della saga.
“Il silenzio degli innocenti” è, però, qualcosa di diverso. È la pellicola che più ha avuto successo, di pubblico e di critica, grazie a una regia perfetta per tempi e modi, e ad una coppia di interpreti in stato di grazia. Uscito negli Stati Uniti il 30 gennaio 1991 a una prima di New York (in Italia è arrivato il 5 marzo) a fronte di un budget di 19 milioni di dollari, nel tempo ne ha guadagnati 130 solo negli Usa, oltre 272 in tutto il mondo, vincendo fra l’altro i cinque Oscar principali (film, regia, attore, attrice, sceneggiatura). E quella coppia lì di attori, Jodie Foster nel ruolo di Clarice, e Anthony Hopkins nei panni di Lecter, ha fatto sognare, fra brividi e salti sulla sedia, il pubblico in sala, per un film già cult all’uscita senza bisogno che il tempo gliene restituisse il merito. Demme riesce nel miracoloso compito di tenere gli spettatori incollati davanti allo schermo dosando con sapienza le sequenze d’azione e quelle dei dialoghi, capace di sostenete una tensione omogenea nell’arco della narrazione. Alla fine ne esce un thriller coinvolgente, ricco di qualità, scene memorabili e citazioni da imparare a memoria, come il celebre commiato del dottor Lecter nel finale del film: «Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera». — © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
