Sicurezza
Un libro nega che Bartali abbia salvato molti ebrei
FIRENZE. Giorno della Memoria con qualche strascico polemico legato alla figura di Gino Bartali, il grande ciclista toscano è stato riconosciuto “Giusto tra le nazioni” per aver salvato numerosi ebrei dalle deportazioni nei lager nazisti, ma un libro uscito di recente mette in dubbio questi fatti. Il contenuto del libro è già tutto nel titolo: “L’ossessione della memoria. Bartali e il salvataggio degli ebrei: una storia inventata”. Lo hanno scritto Marco e Stefano Pivato, secondo i quali il campione non avrebbe salvato centinaia di ebrei dalla Shoah.
«Secondo noi è un libro ridicolo, una provocazione ridicola, una strategia commerciale di pessimo livello, afferma Lisa Bartali, nipote di Gino, che ieri a Firenze ha partecipato a un flashmob dedicato alla figura del nonno. «Ci sono – ha aggiunto – delle testimonianze importanti, testimoni salvati da mio nonno: questa è storia, questa è storia italiana che non può essere modificata, non può essere messa in dubbio». All’iniziativa ha partecipato anche il sindaco di Firenze Dario Nardella: «Voglio dire con grande forza – ha affermato – giù le mani da Gino Bartali, un uomo straordinario, un simbolo non solo dello sport ma dell’umanità».
«Non siamo qui per fare diatribe con gli storici – ha sottolineato Francesco Casini, sindaco di Bagno a Ripoli, il paese di Bartali – Il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni ricevuto da Bartali è basato su testimonianze e documenti che sono stati ritenuti solidi dallo Yad Vashem, la massima autorità in materia».
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