Lutto
Quello del calcio di serie B, Ezio Luzzi si racconta
Irrompeva da lontano. Dai campi della serie B, periferici, poco battuti anche dalle telecamere della Rai. Ma lui, Ezio Luzzi, non aveva paura di entrare a gamba tesa su colleghi ben più celebrati e abituati ai grandi palcoscenici: Enrico Ameri e Sandro Ciotti erano le sue “vittime” preferite. L’Inter stava per tirare un rigore? Lui annunciava il pareggio della Cavese. La Juventus batteva una punizione dal limite? Scusa, c’è il gol del Bari. Ma è stata questa la grandezza di Ezio Luzzi, classe 1933, nato per caso a Santa Fè, in Argentina.
Un pezzo di storia della radio, uno che è arrivato dovunque, con ogni mezzo, per raccontare lo sport del suo cuore: il calcio. E il titolo del suo libro-biografia, “Tutto il mio calcio minuto per minuto”, edito da Baldini e Castoldi, racchiude tutta una vita. Sì, perché quella trasmissione è stata veramente sua, ed è un crepitare continuo, ininterrotto di ricordi. Da Ciotti e Ameri che litigavano sempre e che ricomponevano i dissapori tra fumo e carte, nei ritiri della nazionale, alle avventure vissute in prima persona tra aerei, treni, tempeste di neve, spogliatoi inaccessibili, cene e incontri galanti, per usare un eufemismo: questa è stata la vita di un inviato, tra Europei, Mondiali e Olimpiadi, che in questo libro viene raccontata in maniera incalzante, emozionante, ricca di particolari. Dalle pagine traspare il grande amore di Luzzi per la serie B, che alla fine degli anni Sessanta era un pianeta inesplorato fino al suo arrivo, una voce appassionata che diede rilievo ad ogni piazza, anche la più dimenticata. La sua prima telecronaca, nel 1961, fu un derby Pisa-Livorno, altro che battesimo del fuoco. E poi c’è stato l’ultimo Luzzi, quello più sorprendente, l’intrattenitore radifonico nel seguitissimo programma “Ho perso il trend” con Enrico Bassignano. Tanti anni di successi, fino alla chiusura della trasmissione che per Luzzi è stata l’ultima, e forse unica, ferita di una carriera davvero straordinaria.
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