Il Tirreno

I magnifici 105 anni della super nonna Maria tra nipoti, lavoro a maglia e storie d’amore

Mario Orsini
I magnifici 105 anni della super nonna Maria tra nipoti, lavoro a maglia e storie d’amore

Compleanno record per la signora Gabellieri Parri nella sua casa delle Sorgenti, una vita di sacrifici ma anche tante gioie

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LIVORNO.Un’ innata simpatia e tanta voglia di vivere e di sentirsi ancora utile. Compleanno speciale oggi per nonna Maria Gabellieri Parri, che taglia l’invidiabile traguardo dei centocinque anni, nella casetta di via delle Sorgenti 27dove vive dal 1996 con la nuora Carmela e il figlio Renzo. A farle gli auguri, davvero in tanti, tra cui una dozzina di nipoti e pronipoti. Tutti orgogliosi e innamorati della loro adorata super nonnetta. In particolare Riccardo, o meglio Riccardino di 10 anni, il cucciolo della famiglia, figlio della nipote Cinzia che abita a Cecina. «Appena Riccardino entra in casa, quando viene a trovarci, comincia ad abbracciarla e baciarla e non vorrebbe mai staccarsi da lei» dice la nuora Carmela, nonna di Riccardo.

Affetto e amore che hanno anche tutti gli altri nipoti e pronipoti, per questa nonna davvero speciale, nata e cresciuta in una casa colonica a ridosso dell’abitato di Volterra il 23 gennaio 1916, quando la prima guerra mondialeper l’Italia era iniziata da meno di un anno e Benito Mussolini, richiamato al fronte come soldato semplice, non si era ancora guadagnato i gradi di caporalmaggiore dei bersaglieri. Una super nonnetta di ferro, Maria Gabellieri, con un fisico minuto e asciutto, temprato anche da guerra, privazioni e lavoro assaporato, in tutte le salse, fin dalla prima infanzia. In ossequio a una civiltà contadina che, specialmente per le bambine, metteva in un angolo la scuola, per avere più braccia a disposizione per i lavori nei campi, la cura degli animali e l’espletamento delle faccende domestiche.

Le cose per Maria cambiarono di poco o nulla quando convolò a nozze con Gino Parri e si spostò a Terricciola nella casa del marito, anche in quel caso una famiglia di contadini. Periodi, momenti, attimi di un’infanzia e una gioventù, a sprazzi, ancora vivi nella mente di nonna Maria e ancorati a tempi lontani. A lasciare segni indelebili nel suo cuore, purtroppo anche dolori difficili da cancellare, come la morte dei genitori e soprattutto, prematuramente, del marito Gino e di due figli: Bruno e Secondo. Quando varchiamo la soglia, della casa di via delle Sorgenti, per andarle a fare gli auguri, la troviamo seduta sul suo amato divanetto con, tra le mani, due ferri da calza con cui sta realizzando l’ennesima copertina di lana. «Da sempre – spiega la nuora Carmela – la sua grandissima passione. In meno di un mese è in grado di realizzarne una sufficiente per coprire un letto matrimoniale. Altre volte specialmente nella stagione invernale realizza pure scialli e sciarpe da regalare a parenti e amici di famiglia». Per Carmela, la suocera Maria è sempre stata una seconda mamma da quando, nel 1974, sposò il suo terzo figlio Renzo e andò a abitare nella, allora, loro casa alla Valle Benedetta. Seppure nella loro casa di via delle Sorgenti ci fossimo stati altre volte, la sorpresa più bella è stata di trovarci, ancora una volta, davanti una signora con la mente relativamente lucida e attenta ai particolari. Con due occhietti vispi ricolmi di amore e tanta voglia di sentirsi ancora utile. «Tra le cose che le piace fare, per poter dare una mano nell’espletamento delle faccende di casa – aggiunge la Carmela – è asciugare piatti, pentole e posate dopo che li ho rigovernati».

Quando chiediamo alla signora Maria di svelarci alcuni segreti della sua longevità sembra avere la risposta pronta e già confezionata. «Per vivere a lungo bisogna mangiare bene. Ed io, benché, tante volte, specialmente nel periodo di guerra, abbia dovuto saltare qualche pasto ho sempre privilegiato prodotti genuini». Parole confermate dalla nuora. «Quello che dice è verissimo. Nonna è sempre stata ghiotta di alimenti genuini e saporiti come baccalà, stoccafisso, pane con pomodoro. E di frutta, verdura e, quando ci sono, anche chiocciole terraiole. L’appetito non le manca davvero. La sera dobbiamo fare fatica per farle mangiare qualcosa di più leggero e digeribile come minestrine o latte con biscotti».

Come svago, oltre a sferrucchiare, le piace guardare la televisione ma in maniera selettiva, privilegiando “telenovele”, nelle quali a fare da “fil rouge” è l’amore. Si rifiuta ,invece, di guardare i telegiornali perché ci dice «danno sempre brutte notizie e in qualche caso parlano anche di guerre. Guerre brutte come durante il secondo conflitto mondiale quando, per scappare ai bombardamenti, correvamo a rifugiarci nella macchia». Prima di salutarla le diciamo che vogliamo dedicarle un articolo sul Tirreno. Allora ci chiede di ringraziare pubblicamente il suo il medico di famiglia dottor Stefano Bini: «Perché mi ha sempre seguito e curato bene. Ed è proprio bravo, anzi bravissimo. Oltre a lui – aggiunge – ringrazio di cuore anche Massimo Orsini, un infermiere dell’ospedale che quasi tutti i giorni viene a trovarmi e se necessario mi cura anche lui». «Davvero due persone speciali – afferma la nuora Carmela – , per lei Massimo è qualcosa di più di un nipote aggiunto e gli vuole un sacco di bene». —

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