Il dolore
All’Accademia torna l’opera confiscata dai carabinieri
FIRENZE. Non solo il David, non solo Michelangelo. Le collezioni della Galleria dell’Accademia sono uno scrigno di inaudita ricchezza. La sezione dei dipinti del Trecento e del Tardogotico si arricchisce ora di una nuova opera, frutto dell’impegno del reparto dei Carabinieri preposto alla tutela e al recupero del nostro patrimonio culturale. Si tratta del “Cristo benedicente”, tempera e oro su tavola attribuita a Nardo di Cione, considerato uno dei maggiori esponenti dell’arte fiorentina della metà del 14° secolo.
Il dipinto, definitivamente assegnato alla Galleria lo scorso dicembre (lo stesso era avvenuto nel 2018 coi “Santi Girolamo e Giuliano” attribuibile a Niccolò di Pietro Gerini e con “La Madonna dell’umiltà celeste” ascrivibile al Maestro della Cappella Bracciolini) era di proprietà di una congregazione religiosa con sede a Roma. Dalle indagini è emerso che nel 2004 il dipinto era stato venduto con procedura artificiosa a un gallerista londinese ed espatriato senza la prevista documentazione. Il che ha consentito di richiedere alle autorità inglesi, la confisca dell’opera che nel 2018 è tornata in Italia. «Il Cristo benedicente – commenta la direttrice del museo Cecilie Hollberg – si affianca così all’altra opera di Nardo di Cione, il “Trittico della Trinità”, qui custodita». —
G.R.
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