Il Tirreno

Addio a Roberto Brivio, scrittore cabarettista e anima dei Gufi

Addio a Roberto Brivio, scrittore cabarettista e anima dei Gufi

Aveva 82 anni, è deceduto per le conseguenze del covid 

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MILANO. È morto a 82 anni Roberto Brivio, uno dei quattro componenti dello storico gruppo di cabaret “I gufi”, insieme a Gianni Magni, Nanni Svampa e Lino Patruno, quest’ultimo l’unico ancora in vita. Brivio è morto a causa delle conseguenze del Covid-19.

Nato a Milano nel 1938, si era diplomato all’Accademia dei Filodrammatici nel 1959 e dopo le prime collaborazioni con la Rai cominciò a registrare favole per bambini per la Ricordi; nel frattempo si esibiva nei locali notturni. Nel 1964 conosce Lino Patruno e Nanni Svampa, e i tre, appassionati di canzoni popolari milanesi, si uniscono per fare un complesso musicale, al quale si aggiunge, dietro consiglio di Brivio, l’attore mimo Gianni Magni. Debuttano in quell’anno, e il successivo si battezzano come “I Gufi”. Incidono il primo disco, “Milano canta”, etichetta Columbia. Si esibiscono al locale Lanternin (diretto concorrente del Nebbia Club, del Cab ’64 e ancora del Derby Club) e si spostano poi a teatro, soprattutto l’Odeon, con uno spettacolo tutto loro, “Il teatrino dei Gufi”. In televisione ci arrivano in grande stile, prima a “Studio Uno” nel 1966, poi a “Aria condizionata” nel 1967. Nelle stagioni successive portano in tour gli spettacoli scritti con Luigi Lunari “Non so, non ho visto, se c’ero dormivo” (1967-1968) e “Non spingete, scappiamo anche noi” (1969), una pièce musicale pacifista che procurò alla formazione non pochi problemi con la censura. Dopo quell’esperienza il quartetto, a causa della defezione di Gianni Magni, si sciolse, ma ognuno dei quattro porterà per tutta la carriera il marchio di ex-Gufo. Dopo i Gufi, Brivio avvia un’intensa carriera divisa fra teatro e cabaret. Nel 1981 I Gufi, ricostituiti e rilanciati grazie ad Antenna 3, partecipano al Festival di Sanremo da un salone della vicina casa da gioco: “Signori e signori benvenuti dal casinò di San Vittore” .

Recentemente, oltre ad aver aperto un’accademia d’arte drammatica, Brivio era uno dei membri attivi dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano, fondato da Flavio Oreglio, che ha condiviso sulla sua pagina facebook i commenti raccolti dalla casa editrice Sagoma Editore. «Le sue canzoni macabre erano divertentissime – lo ha ricordato così lo ha ricordato Cochi Ponzoni – davvero una chicca nel panorama delle canzoni umoristiche. Lo stimavo molto perché era una persona vulcanica, che avva tantissimi interessi» . —



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