Il Tirreno

Biblioteca statale di Lucca, ora c’è uno spiraglio per evitare la chiusura

Nicola Nucci
Biblioteca statale di Lucca, ora c’è uno spiraglio per evitare la chiusura

Manca il personale: in difesa della struttura è sceso il mondo della cultura 

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lucca. Un patrimonio da difendere, tesori da salvare, servizi da garantire. La Biblioteca statale di Lucca rischia di chiudere per mancanza di personale e la cultura si è mobilitata, ottenendo un primo risultato, con la promessa dell’utilizzo di lavoratori interinali in attesa di nuovi ingressi in piana stabile.

Una notizia che ha colpito anche Alessandro Barbero, acclamato storico, docente (all’università del Piemonte Orientale), scrittore (il suo ultimo libro, “Dante”, è già un successo editoriale) e personaggio notissimo per le apparizioni in tv e sul web: Barbero si unisce alla richiesta al ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, di trovare una soluzione per evitare che dal 1° aprile chiuda per sempre le sue porte la biblioteca di piazza Santa Maria Corteorlandini nelll’ex convento dei Chierici. «Con la chiusura della biblioteca –– dice lo storico torinese contattato dal Tirreno – andrebbe a morire un pezzo della città. Non entro nel merito della vicenda, non sono solito parlare senza una conoscenza diretta dei fatti, ma non si può non essere sconcertati e amareggiati quando rischia di chiudere un’istituzione di questa importanza che conserva documenti preziosi sulla città che ha una storia unica e per lo studio della cultura europea dal Medioevo fino almeno alla metà del XIX secolo. Opere come il Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen e l’epistolario con le lettere di Puccini».

Una soluzione che sembra essere stata più vicina dopo la lettera che il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, tenuto all’oscuro in merito dalle intenzioni del ministero, ha scritto al ministro Franceschini e anche in seguito alle oltre seimila firme alla petizione online promossa dall’associazione culturale “Amici del Macchiavelli” a cui idealmente si unisce anche il famoso medievista noto al grande pubblico per la partecipazione a Superquark e la Storia siamo noi e a tanti festival culturali. «Certo, i tagli alla sanità sono più drammatici e fanno più notizia – ragiona Barbero – ma è assurdo continuare a risparmiare sulla cultura e i suoi luoghi, mettendo a rischio la ricerca e le tante intelligenze che ci sono in Italia. Il caso di Lucca purtroppo non è l’unico».

Aperta al pubblico nel 1794, cinque anni prima dell’occupazione francese che mise fine all’indipendenza secolare, la biblioteca conserva più di tredicimila “cinquecentine”, manoscritti alto medievali che vanno dall’800 al 1100, i documenti delle famiglie nobiliari lucchesi e centomila volumi del 1600, 1700 e 1800, tra i quali la celebre prima ristampa italiana dell’ “Encyclopédie”, summa dell’Illuminismo. Il rischio di una chiusura era stato presagito nel settembre 2019 quando i servizi bibliotecari erano stati drasticamente tagliati a causa di pensionamenti e mancati turnover, riducendo il personale a 12 unità, poi a 9 dal marzo scorso e dal prossimo aprile soltanto tre persone, inclusa la direttrice Monica Maria Angeli.

Ieri, come accennato, il capogruppo del Partito democratico al Senato, il lucchese Andrea Marcucci, ha spiegato che della questione si sta occupando direttamente il ministro Franceschini e che, per continuare a garantire i servizi, sarà utilizzato personale di Ales, la società del ministero che si occupa proprio del reclutamento di lavoratori “a tempo” per il settore culturale. –

Nicola Nucci

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