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Il sogno di tanti fans Nel campeggio rock si suona con gli idoli fra aneddoti e storie

Francesca Pierleoni
Il sogno di tanti fans Nel campeggio rock si suona con gli idoli fra aneddoti e storie

In arrivo sulle piattaforme il racconto di 20 anni di incontri al Rock‘n‘roll Fantasy Camp con migliaia di frequentatori

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Francesca Pierleoni

Incontrare i propri idoli del rock, come Alice Cooper, Roger Daltrey (The Who), Joe Perry e Steve Tyler (Aerosmith), Nancy Wilson, Slash, Bill Wyman (Rolling Stones), Gene Simmons e Paul Stanley (Kiss), Nick Mason (Pink Floyd), Sammy Hagar (Van Halen), David Crosby, Tommy Lee (Motley Crue), Brian Wilson, Lita Ford, e imparare i segreti della musica anche suonando con loro. Un sogno che viene realizzato per gli appassionati di musica dal Rock’n’roll Fantasy Camp, weekend immersivi creati nel 1997 da David Fishof, famoso agente sportivo e promoter di eventi. Un’esperienza che ora viene raccontata fra immagini delle jam session durante gli anni, aneddoti delle rockstar, le testimonianze di vari iscritti e una colonna sonora trascinante, nel documentario “Rock Camp – The Movie” di Doug Blush, arrivato in questo weekend nelle sale virtuali di oltre 100 cinema statunitensi e con il debutto tra un mese sulle piattaforme.

«Ho 68 anni e me ne sento 28 – dice in apertura Alice Cooper – a volte vedo 55enni grassi e senza capelli e mi sembra impossibile siano ridotti così. È colpa del loro stile di vita, del lavoro che fanno e non amano. Se avessero avuto la passione per la musica e una band con cui suonare nel wekeend sarebbero stati probabilmente molto meglio». Il Rock’n’roll Fantasy Camp in oltre 20 anni e quasi 70 appuntamenti ha ospitato 5.000 iscritti ed è diventato un luogo pop.

Tra i partecipanti del camp di Las Vegas del 2019, troviamo Tammy, dirigente di un trust immobiliare e batterista per diletto; Blake, studente e chitarrista molto talentuoso, che durante gli anni grazie ai camp ha superato molti problemi di comunicazione, e Scott, esperto di reti web e sistemi ottici, con la passione per la batteria: «Molti miei amici e membri della mia famiglia a Los Angeles sono finiti male per colpa della droga e delle gang – spiega – Grazie all’amore per la batteria mi sono lasciato alle spalle molta della rabbia che avevo dentro. Senza la musica non sarei qui oggi».

«All’inizio temevo che il Rock camp fosse solo una cosa per fans – spiega Joe Walsh, ex Eagles – ma poi andandoci ho imparato molto, perché ti ritrovi a suonare con ottimi musicisti». E aggiunge ancora Alice Cooper: «Quello che mi ha sempre colpito è che ti ritrovi a suonare magari con una batterista di 15 anni e un chitarrista di 45, le band più strane del mondo ma molto cool». Lo testimonia l’eterogeneo gruppo di iscritti a Las Vegas, che comprende fra gli altri, Ed Oates, cofondatore di Oracle, e Kathy, consulente finanziaria, sposata da 30 anni e con quattro figli. «Il Rock camp va avanti da così tanti anni perché al centro c’è veramente la musica – sottolinea Fishof – vedere come anche questi grandi musicisti siano toccati dalle persone che incontrano è una cosa bellissima». —



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