Il Tirreno

Con “Sinagoghe italiane” un viaggio nella nostra storia

Alfredo De Girolamo
Con “Sinagoghe italiane” un viaggio nella nostra storia

Il volume di Adam Smulevich illustrato da Pierfranco Fabris si sofferma anche sui più importanti tempi ebraici toscani 

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il libro

Alfredo De Girolamo

Gli occhi del viaggiatore leggono storie che sembrano lontane nel tempo e che invece sono più vicine e attuali che mai. Storie di integrazione e di diffidenza, vicende dolorose e gioiose allo stesso tempo. Con gli occhi, poi, si può fotografare e fermare nella memoria l’attimo, l’ambiente che lo circonda. Ed ecco che talvolta quell’immagine istantanea riappare in forma di disegno sulle pagine bianche di un libro. I colori dipingono la porta d’ingresso, le arcate delle finestre, il tetto con i fregi, le cupole. Dagli esterni si entra all’interno, la luce cambia ed i particolari svelano il fascino del luogo, in questo caso ci troviamo nel Tempio, la sinagoga. Con il libro “Sinagoghe italiane – Raccontate e disegnate” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 333 pp. , 15 euro), scritto dal giornalista e scrittore toscano Adam Smulevich con le illustrazioni di Pierfranco Fabris, avrete tra le mani un itinerario ideale delle sinagoghe italiane. Conoscerete la testimonianza di 2200 anni di storia d’Italia attraverso i luoghi della fede ebraica, emozionanti, che sono nelle nostre radici.

È un libro di viaggio, che parte da Trieste per terminare a Palermo. Attraversa anche la Toscana. Prima tappa a Firenze, nel 1882 anno dell’inaugurazione della sinagoga. Edificata, la prima pietra venne fatta arrivare da Gerusalemme, nel quartiere della Mattonaia, fuori dall’area del ghetto. Minata e danneggiata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Colpita dall’alluvione del ‘66 quando decine di rotoli della Torah dovettero essere seppelliti, come da tradizione, perché irreparabili. Sfogliando il testo passerete al grigio cemento armato della sinagoga di Livorno. Ma che fu una scelta edilizia anche coraggiosa. A Pisa il Tempio è un edificio sobrio, non distante dagli argini dell’Arno. A pochi passi dal teatro Verdi, in via Palestro. Non siamo all’ombra della Torre o del campanile che invece si staglia a fare da sfondo alla sinagoga senese. Con una targa al muro che è memoria presente e passata, monito della violenza antisemita: “Vittime della reazione antigiacobina e dell’odio antiebraico, tredici cittadini ebrei furono arsi nel campo il 28 giugno 1799 dai fanatici del Viva Maria che avevano devastato l’antico ghetto. Duecento anni dopo, sotto le ceneri dell'albero della libertà usato per l'orrendo rogo”. L’ultimo esempio è a Pitigliano, dove la sinagoga fu costruita sul finire del ‘500. “La Piccola Gerusalemme” si erge su una rocca mozzafiato, e il cuore ebraico è tra le vie del borgo medievale.

“Sinagoghe italiane” racconta le loro storie di nascita, crescita, resistenza e soprattutto resilienza. Storie che fanno parte del controverso cammino della nostra Italia, e che meritano di essere conosciute, e soprattutto tramandatesi più giovani. —

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