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I musei riaprono, ma in molti rimandano: subito Boboli, Uffizi e Bargello più avanti

I musei riaprono, ma in molti rimandano: subito Boboli, Uffizi e Bargello più avanti

Da lunedì visite possibili al civico di Pistoia e a quello della Città di Livorno, la Torre di Pisa per ora resta chiusa

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FIRENZE. In base alle novità dell’ultimo Dpcm, lunedì prossimo i musei della Toscana possono riaprire al pubblico, anche se soltanto nei giorni feriali: le istituzioni culturali della regione però si muovono in ordine sparso e alla fine saranno pochi quelli che torneranno ad ospitare i visitatori.

A Firenze riapriranno già da lunedì i musei civici, mentre gli statali del Bargello fanno sapere di essere al lavoro per tentare di aprire almeno tre siti del complesso: il Museo nazionale del Bargello, le Cappelle Medicee e Palazzo Davanzati.

Annunciano inoltre la riapertura da lunedì il museo della Città di Livorno, e a Pistoia il Civico d’arte antica in Palazzo comunale, lo Spedale del Ceppo e il museo del Novecento di palazzo Fabroni. Tra quelli che non riapriranno, almeno non subito, ci sono la parte museale del Duomo di Siena e la Torre di Pisa. Con la riapertura dei musei civici fiorentini sarà inaugurata anche la mostra su Henry Moore al museo Novecento, e riaperta la rassegna dedicata a Raffaello in sala d’Arme di Palazzo Vecchio e quella fotografica di Massimo Sestini nell’ex refettorio di Santa Maria Novella.

Al polo delle Gallerie degli Uffizi apriranno i siti all’aperto, ovvero il Giardino di Boboli martedì 19 e forse da lunedì la Loggia dei Lanzi: ci vorrà più tempo oer il museo degli Uffizi e Pitti. «Oroprio per la Galleria degli Uffizi servirà particolare pazienza – dice il direttore Eike Schmidt – Perché il museo italiano da sempre più gettonato e più iconico nel mondo, è una grande macchina dal funzionamento complesso. Nell’apertura sono coinvolte tante ditte esterne con personale che va richiamato dalla cassa integrazione. Per fare tutti i passi amministrativi necessari serve tempo». Ancora prematuro anche dire se l’attesa sarà di giorni o di qualche settimana, sottolinea il direttore, quello che è certo, però, è che per tutto il resto il grande museo fiorentino è pronto. «In questi mesi di chiusura abbiamo completato la sanificazione dell’aria condizionata – precisa Schmidt – e i protocolli di sicurezza saranno gli stessi previsti dalla riapertura di giugno, con il controllo della temperatura, le postazioni per l’igienizzazione delle mani, il percorso a senso unico tra le sale, il divieto di assembramento».

Resta per ora chiuso al pubblico il complesso monumentale dell’Opera di Santa Maria del Fiore, sempre a Firenze, che comprende Duomo, Campanile di Giotto, Battistero e museo. Difficile anche che riapra a breve il museo Marino Marini sempre a Firenze. «Siamo stati messi in ginocchio dal protrarsi della pandemia – dice Patrizia Asproni, presidente del museo Marino Marini di Firenze che lunedì non riaprirà – le nostre istituzioni museali sono oggi in grave sofferenza, tanto in termini di risorse economiche quanto per l’assenza di pubblico».

Ripartiranno invece dal 21 gennaio l’Archeologico nazionale di Firenze e il Museo di San Marco. —

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