Gioco
Emozioni, sentimenti e misteri a Napoli con “Mina Settembre”
Serena Rossi interpreta il personaggio creato da Maurizio de Giovanni «Un ruolo che mi somiglia e in cui tiro fuori tutta la mia napoletanità»
Nicoletta Tamberlich
È fra le attrici e donne dello spettacolo più apprezzate grazie a tenacia, preparazione e una naturalezza che non conosce uguali, sarà difficile non amarla nel nuovo ruolo che la vedrà protagonista su Rai 1 che sembra esserle stato cucito addosso: Mina Settembre, personaggio nato dalla penna di Maurizio de Giovanni ma molto liberamente adattato per la tv. Serena Rossi sbarca sull’ammiraglia Rai da domani in prima serata.
«In “Mina Settembre” interpreto un’assistente sociale, sempre pronta a prendersi carico di tanti casi nel consultorio dove lavora, nel Rione Sanità di Napoli. Un ruolo in cui tiro fuori tutta la mia napoletanità», dice l’attrice e cantante, classe 1985, che negli ultimi anni non si è mai fermata, conquistando pubblico e critica fra cinema e tv.
Il nuovo progetto per l’ammiraglia del servizio pubblico è liberamente tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni “Un giorno di Settembre a Natale” e “Un telegramma da Settembre” (editi da Sellerio), è scritta da Fabrizio Cestaro, Doriana Leondeff, Fabrizia Midulla e Marco Videtta, che hanno aggiunto dei personaggi e lavorato in parte di fantasia. Fatto sta che lo scrittore napoletano è recordman per la presenza di una tripletta di serie su Rai 1: in arrivo prossimamente la nuova stagione dei “Bastardi di Pizzo Falcone” e l’attesissimo “Commissario Ricciardi” con Lino Guanciale.
“Mina Settembre” vede nel cast, fra gli altri, anche Giuseppe Zeno e Giorgio Pasotti. «Io vivo a Roma da 11 anni – racconta Serena Rossi – e mi era sempre capitato di tornare a Napoli solo per brevi periodi. Questa città è colorata, prepotente nel senso migliore ed è l’altra vera protagonista della serie. Abbiamo girato al Rione Sanità: è venuto fuori il grande cuore. Mina Settembre, per certi aspetti, mi somiglia, altri invece non mi appartengono, ma è un personaggio meraviglioso, empatico, emozionante. Mina – dice ancora – è stata parte di me per tanti mesi. Quel cappotto rosso che mi hanno fatto indossare anche ad agosto fa parte di Napoli e dei suoi vicoli è Mina che li attraversa. Con Marina Confalone è stato un privilegio lavorare, un’attrice di altissimo livello. Mi ha insegnato tantissime cose. Con Giuseppe Zeno abbiamo condiviso 130 giorni di vita, ci siamo ritrovati a parlare dei figli; con Giorgio Pasotti, bergamasco, pare che le scene più belle siano quelle in cui litighiamo».
Mina è sicura nel lavoro, meno nella vita privata: si è separata da poco dal marito (Pasotti) e frequenta il ginecologo del consultorio in cui lavora (Zeno). È tornata a casa della madre Olga (Confalone), signora altoborghese dalla battuta tagliente. Fa i conti con un mistero legato al passato del padre, scomparso da poco: chi è la donna ritratta nella foto custodita nella cassaforte?
Confalone, vista di recente in “Natale in casa Cupiello”, sul suo ruolo dice: «Ho fatto pochissima televisione finora, questa serie l’ho considerata invitante perché si girava tutta a Napoli, Serena è una ragazza d’oro. Sono sua madre e vengo definita il problema numero uno di Mina, Olga è una donna insopportabile, ha un controllo totale sulla figlia». —
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