Il dolore
Cucinelli apre Pitti Uomo digitale «Ripartire con umiltà e coraggio»
Dal borgo di Solomeo il via all’edizione numero 99 delle sfilate fiorentine in attesa di sapere dal nuovo Dpcm se a febbraio tornerà la moda dal vivo
FIRENZE. «Ogni mattina faccio il tampone, ma credo che stiamo andando verso un tempo migliore. Dobbiamo guardare al futuro come persone migliori. Non dobbiamo pensare solo al profitto. Non dobbiamo girare le spalle alla povertà. Ma dobbiamo ritrovarci. Abbiamo la necessità di rinnovare lo stato sociale con il creato, con gli animali, con il cielo, con l’acqua». Sono alcune riflessioni sulla pandemia che Brunello Cucinelli ha esternato durante l’inaugurazione di Pitti Uomo Connect, edizione 99 del salone della moda maschile, in digitale, presentata ieri in via eccezionale non a Firenze, da Palazzo Vecchio, ma nel borgo di Solomeo, sede della maison Cucinelli, con i vertici di Pitti Immagini, l’ad Raffaello Napoleone e il direttore generale Agostino Poletto. Collegato in video dal suo studio a Palazzo Vecchio, il sindaco Nardella.
«Abbiamo passato un periodo difficile per il nostro corpo e per la nostra anima – dice Cucinelli – ma dobbiamo accettare quello che non possiamo cambiare. Voglio trasferire a voi cosa abbiamo imparato. Primo non dobbiamo essere arroganti dopo tutto questo dolore, ma dobbiamo essere più propensi alla gentilezza, all’educazione al garbo. Altro tema, abbiamo accolto alcuni monaci a Solomeo un anno e mezzo fa, che ci hanno insegnato a non voltare le spalle alla povertà, dicendo che a tavola mangiavano il giusto perché ce ne sia per tutta l’umanità. C’è poi il tema della provenienza, del non creare danni agli animali, all’umanità, al creato e abbiamo accettato l’idea di riparare, di riutilizzare, di restaurare, che ci darà anche da lavorare. Ora dobbiamo concentrarci sulla nostra Italia, nata non con la politica o con le guerre, ma con la cultura, l’architettura, la bellezza. Noi siamo lo 0,7% della popolazione mondiale ma la settima potenza industriale nel mondo, la seconda per manifattura in Europa, dopo la Germania. Siamo indebitati, ma le nostre famiglie hanno diecimila miliardi di risparmi. Siamo forse il miglior stato di welfare del mondo. Allora possiamo ripartire, con umiltà e coraggio».
Il sindaco Nardella – ha ricordato Cucinelli – ha parlato in video da un luogo speciale, Palazzo Vecchio, una costruzione rinascimentale. Nel 1500 il pil mondiale era al 55% di India e Cina, ma noi eravamo i mediatori, con la Monte dei Paschi di Siena, che aveva creato la banca e le cambiali. In quel periodo abbiamo scoperto l’America e gli abbiamo dato il nome. Nel 1950 il pil era solo il 10%. Adesso siamo tornati al 45%. La gente ci ama per essere italiani. Spero che anche noi come i cinesi, che ora lavorano senza mascherine, sconfiggeremo il virus con i vaccini». A questo proposito Cucinelli confessa: «Il giorno più bello per me è stato quando è stata data la notizia che arrivavano i vaccini. Ora la pandemia è stata circoscritta. Abbiamo superato il momento peggiore e avremo ancora mesi difficili davanti, ma rispettiamo le regole ancora per qualche mese, stiamo attenti al recupero, allo spreco. Poi avremo bisogno di abiti nuovi per tutti gli aventi che ci aspettano da giugno. Voglio abbracciarvi e baciarvi tutti come ho sempre fatto e andrò tutte le sere a cena al ristorante. Non so se faremo Pitti a febbraio, dipende dal nuovo dpcm, ma sicuramente ci ritroveremo a giugno a festeggiare a Firenze». —
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