Il Tirreno

lutto nel mondo dello spettacolo 

Addio a Solange, volto noto della tv e sensitivo che amava la provocazione

Gianni Tacchi COLLESALVETTI
Addio a Solange, volto noto della tv e sensitivo che amava la provocazione

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Gianni Tacchi

COLLESALVETTI. Da una parte il borgo isolato, Mortaiolo, una trentina di famiglie fra Guasticce e Collesalvetti in provincia di Livorno, dove viveva da una decina di anni.

Dall’altra le luci degli studi televisivi, le luci che hanno accompagnato la sua carriera. Solange, all’anagrafe Paolo Bucinelli, se n’è andato come ha sempre vissuto: domenica mattina era in diretta su Rai 1, collegato con “Uno mattina in famiglia” , ieri pomeriggio è stato trovato senza vita, nel soggiorno del suo bilocale, dopo che nessuno l’aveva sentito per un paio di giorni. Aveva 68 anni.

Sensitivo e opinionista trash, artista e attore, trasgressione e provocazione. Solange non rispondeva al telefono da due giorni.

Sono stati alcuni amici di Viareggio a lanciare l’allarme nel primo pomeriggio di ieri, contattando 50 Canale e in particolare l’amministratore delegato dell’emittente televisiva, Nicola Rossi, che nella notte tra sabato e domenica l’aveva accompagnato al pronto soccorso per un malessere.

Rossi, intorno alle 17 di ieri, è andato a casa di Solange, ha provato a suonare il campanello e poi ha chiesto informazioni ai vicini. «Non lo vediamo da qualche giorno». A quel punto, sentendo squillare il telefono di Solange dall’interno dell’appartamento, è scattata subito la chiamata ai vigili del fuoco, che sono saliti sul terrazzo e sono entrati dalla porta-finestra dopo aver spaccato un vetro. Solange era a terra, nel salotto. Senza vita. Appartamento in ordine, nessun segno di violenza.

A causare il decesso sarebbe stato un malore, probabilmente una crisi glicemica.

A Mortaiolo scendono di casa i vicini, c’è un biscugino, da Lucca arriva anche lo storico parrucchiere di fiducia di Solange. Una vicina racconta l’ultima telefonata di martedì sera: «Paolo mi aveva chiamato per una chiacchierata. Niente di che, lo faceva spesso. Ci sentivamo soprattutto per la spesa. Tanti amici e amiche venivano a trovarlo, qui aveva trovato tranquillità». Forse la pace interiore, quella di un’anima tormentata fra lo schermo e la vita quotidiana, fra leggere le mani su Rai 1 e quel bilocale sperduto in provincia di Livorno. —

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di Redazione web