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I cinquant’anni di “Paranoid” album campione di vendite e simbolo del metal rock

Sergio Braccini
I cinquant’anni di “Paranoid” album campione di vendite e simbolo del metal rock

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Sergio Braccini

La storia del rock nasconde spesso sorprese, aneddoti, curiosità e colpi di genio casuali che sono dietro ai successi più clamorosi.

È un destino davvero buffo, ad esempio, quello che ha accompagnato la genesi di “Paranoid”, secondo album dei Black Sabbath, considerato uno dei capisaldi della musica metal degli anni Settanta. Sì, perché il celebre brano che dà il titolo al disco (uscito negli Stati Uniti il 7 gennaio 1971) doveva essere un tappabuchi, registrato solo per allungare la durata del disco. In realtà l’album era già uscito lo stesso giorno dell’anno precedente nel mercato britannico, ma il successo planetario arrivò solo dopo la sua pubblicazione negli Usa, che trascinò le vendite con un effetto rewind sia in Inghilterra che negli Usa. Si stima che l’album abbia venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo.

Nelle intenzioni di Ozzy Osbourne e soci doveva essere pubblicato con il titolo di “War Pigs” (l’omonima canzone si chiamava “Walpurgis” e aveva un testo diverso) a causa dell’impatto della guerra del Vietnam. Poi il titolo fu cambiato in “Paranoid”, anche se sulla copertina rimane la rappresentazione di un war pig (tradotto letteralmente: porco della guerra). Pietra miliare dell’heavy metal, è considerato da alcuni come il miglior disco metal di sempre. Sicuramente uno degli album più influenti degli anni ’70 e antesignano della dottrina doom e stoner. E ancora oggi, a mezzo secolo dall’uscita, pezzi come “War Pigs”, “Planet Caravan”, “Iron Man” e ovviamente la stessa “Paranoid”, con quel riff inconfondibile, continuano a ispirare le nuove generazioni di musicisti in tutto il mondo. –

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