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l'intervista

La “vecchina” pompiere: «Mi mancano i bambini, tornerò l’anno prossimo»

Sabrina Chiellini
Fabrizio Mainardi nei panni della Befana volante durante una delle feste organizzate a Cascina
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Fabrizio Mainardi nei panni della Befana volante durante una delle feste organizzate a Cascina

In tempo di pandemia a restare disoccupata per un “giro” è anche la vecchietta volante dei vigili del fuoco di Pisa

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Cara Befana, il Covid e la zona rossa ti fermano. Non volerai a cavalcioni di una scopa nelle strade e nelle piazze.

In tempo di pandemia a restare disoccupata per un “giro” è anche la vecchietta volante dei vigili del fuoco di Pisa. Fabrizio Mainardi, 56 anni, di Pontasserchio, è la storica Befana volante dei pompieri, dopo avere raccolto il testimone da Mario Cerrai quando è andato il pensione. La tradizione resisterà, nonostante il Covid, ci racconta.

Cosa fa una Befana disoccupata? Niente discesa dalla torre civica di Cascina.

«Bisogna dare l’esempio e avere senso civico. Non ci sono le condizioni per manifestazioni che richiamano migliaia di persone. È triste, lo ammetto. A Cascina poi la festa richiamava migliaia di persone. Voglio però sperare che la pandemia ci aiuti a riscoprire i valori dei nonni e della famiglia e anche di certe tradizioni. Chiusi in casa ci siamo stati, abbiamo avuto tutto il tempo per riflettere».

Senza calze, carbone e bambini come passerà il 6 gennaio?

«Dovevo essere in turno di notte, ma ho chiesto le ferie... Certo che mi mancherà la festa con i bimbi. In fondo trasformarsi nella simpatica vecchietta per un giorno è un rito divertente. La maschera, il trucco e poi i vestiti, lo scialle. Una volta atterrata, la vecchina tira fuori dal suo sacco dolci e caramelle per donarli a tutti i bimbi. Un bel momento. Mi piace incontrare i sorrisi dei bambini. C’è chi mi guarda spaventato e chi invece si diverte e resta incantato».

Da quanti anni si “trasforma” in Befana?

«Credo 10 o 12. Prima di Cascina ho iniziato per la festa che veniva organizzata per i figli dei pompieri. Poi il lancio dalla torre del Palazzo Pretorio a Pisa e poi Cascina con l’iniziativa organizzata dall’associazione “Un pompiere per amico” che ha raccolto molti fondi da destinare a opere benefiche. Tra quattro anni vado in pensione, bisognerà cominciare a cercare qualcuno pronto a prendere il mio posto, a vestire i panni della vecchietta».

A proposito di panni, dove lascia il kit della Befana?

«A casa. I vestiti sono sempre gli stessi, li conservo gelosamente, erano della mia nonna. Ma sono pronti per l’anno prossimo. Il Covid non fermerà una tradizione antica e suggestiva legata a questo magico personaggio. Forse meriterebbe di essere valorizzata di più».

La vedremo di nuovo scendere dalla torre civica a Cascina?

«Speriamo che l’anno prossimo la festa possa riprendere come sempre. La pandemia ci insegna a riscoprire l’importanza delle radici dei nostri nonni. E noi possiamo insegnare ai bimbi le nostre tradizioni che sono state anche dei nonni».

Allora, Befana, arrivederci all’anno prossimo..

«Sono sicuro che anche quest’anno i bambini, pur con tante limitazioni, si divertiranno con la vecchietta che arriverà nelle loro case».


 

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