Toscana
Addio a Gismondi il signore delle luci Con Artemide lanciò il design italiano
Ingegnere aerospaziale, fin dagli anni Sessanta si dedicò alla creazione di celebri apparecchi per l’illuminazione
Gioia Giudici
MILANO. Non ci sono parole migliori di quelle dell’amico Stefano Boeri – «Ha illuminato con Artemide il mondo» – per ricordare Ernesto Gismondi, fondatore e presidente di uno dei brand di illuminazione che hanno fatto grande il design italiano, mancato ieri, pochi giorni dopo aver compiuto 89 anni, che aveva festeggiato la notte di Natale.
Nato a Sanremo proprio il 25 dicembre 1931, sposato con Carlotta de Bevilacqua, vicepresidente del gruppo Artemide, subito dopo la laurea in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e quella in ingegneria missilistica alla Scuola superiore di ingegneria di Roma, Gismondi – che veniva chiamatol’Ingegnere – fin dai primi anni 60 si dedicò alla progettazione e alla produzione di apparecchi per l’illuminazione, fondando con il designer Sergio Mazza lo Studio Artemide, dal quale si sviluppò poi il Gruppo Artemide, che ha tuttora sede a Pregnana Milanese.
Si affermò come designer internazionale, partecipando, come uno degli ideatori, al movimento di avanguardia Memphis , che cambiò il design non solo in Italia ma nel mondo. Sotto la sua guida, Artemide è diventato uno dei principali operatori nel settore dell’illuminazione di design, un ruolo che gli è valso riconoscimenti quali il Premio Compasso d’Oro alla Carriera (1994) e l’European Design Prize (1997).
Gismondi non si è limitato a lavorare solo in azienda: dal 1964 al 1984 è stato professore associato di Motori per missili al Politecnico di Milano, ed è stato anche vice presidente dell’Adi – Associazione design industriale, oltre che membro del Comitato scientifico didattico dell’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Firenze.
«Il suo genio antiretorico – dice l’amico Boeri – mi mancherà». E non solo a lui: «Con la scomparsa di Ernesto Gismondi – scrive il sindaco di Milano, Giuseppe Sala – perdiamo uno dei protagonisti di quel mondo del design che ha reso grande Milano. Lui stesso, ingegnere aerospaziale, ha raccontato più volte di aver scelto Milano attratto dalla sua grande vitalità negli anni 60. Ma è proprio a persone come Ernesto Gismondi che dobbiamo lo sviluppo del design milanese come sinonimo del Life Style italiano in tutto il mondo. Dovremo seguire con attenzione la sua lezione, già nelle salde mani della sua adorata Carlotta, per riprendere nei prossimi anni la strada del nostro nuovo sviluppo». —
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