Gioco
Il ritorno di Aragorn, il cane felice e le sue storie per grandi e piccini
Secondo episodio delle avventure dello scatenato border collie raccontate da Giovanni Neri: «Un amico che diverte e commuove»
il libro
Torna Aragorn, il protagonista di mille avventure di “Diario di un cane felice” del giornalista e scrittore livornese Giovanni Neri. A otto anni dalla prima edizione, il border collie più famoso si riaffaccia in libreria con un frizzante e commovente secondo capitolo della sua vita. Esce infatti in questi giorni per i tipi di Ctl Editore in Livorno, la nuova edizione aggiornata del libro.
Diario di un cane felice atto secondo. Neri, che cosa c’è di nuovo?
«Tutte le nuove vicissitudini tenere e scatenate della vita canina del mio migliore amico. La prima edizione si fermava quando Aragorn aveva 7 anni ed era un terremoto di felicità e di esuberanza. Questa racconta la seconda parte della sua vita, più posata e riflessiva, anche se definire posato e riflessivo un border collie mi fa ridere perché un cane del genere non si ferma mai, nemmeno a 100 anni!».
Qualche chicca che si può anticipare?
«L’arrivo di Marina, il nuovo gatto di casa. Una creaturina piccina piccina e nera nera raccolta alla Darsena Toscana e fatta ovviamente annusare prima di tutto, per avere l’autorizzazione all’adozione, a Aragorn. Oppure il capitolo dedicato ai bimbi del condominio arrivati e cresciuti in questi anni».
Un cane in tempi di Covid, cosa significa?
«Rappresenta un amico che non ti lascia mai, soprattutto quando ti vengono a mancare i contatti con altre persone o il lavoro si trasforma. Con lui accanto hai non solo la scusa per uscire a portarlo fuori a fare la pipì, ma un alleato che non ti farà mai mancare la sua compagnia anche quando tutto il resto del mondo si ferma».
Un libro allora per gli amanti dei cani.
«Non solo per loro. Per chi i cani (e i gatti) li ama e li ha avuti. Ma anche per chi un cane lo vuole prendere. Un libro adatto anche ai bambini perché i suoi capitoli agili, divertenti o talvolta commoventi, proprio come sono i cani, sono l’ideale da leggere prima di addormentarsi e sognare di avere accanto un peluche che la mattina ti sveglia con il suo naso umido».
Un regalo natalizio insomma?
«Perché no? Regalare un libro è sempre un bel gesto. Regalare un cane invece è un impegno da non sottovalutare per chi lo regala e per chi lo riceve. Un libro se non piace più si butta in un angolo. Un cane no. È una scelta di vita che durerà per tutta la sua vita e per buona parte della tua. Non si può mettere un cucciolo sotto l’albero e dopo un mese, quando nessuno ha più voglia di portarlo fuori o le vacanze si avvicinano, abbandonarlo».
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