Gioco
Tutte le tappe della lotta che permise di salvare il giornale dalla chiusura
n 13 luglio 1976. L’editore Attilio Monti ordina la chiusura del “Telegrafo”. Nove giorni dopo viene decisa l’autogestione da parte dei lavoratori del giornale. I soldi delle liquidazioni vengono utilizzati per finanziare la cooperativa che gestisce l’azienda.
n 1° agosto 1976. Il sindaco di Livorno Alì Nannipieri schiaccia il bottone della rotativa che farà uscire il primo numero autogestito del “Telegrafo”.
n 2 febbraio 1977. I legali dell’editore Monti lasciano il Palazzo di giustizia di Livorno dopo la prima udienza in pretura che segue la richiesta di rientrare in possesso del palazzo. Dopo pochissimi giorni verrà emessa l’ordinanza di sgombero.
n 26 febbraio 1977. Il sindaco di Livorno Alì Nannipieri, su sollecitazione delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, convoca i capigruppo consiliari, le segreterie dei partiti dell’Arco costituzionale, e con appoggio unanime decide di requisire il giornale per garantire la sopravvivenza e per trovare una soluzione alla vertenza.
n 28 febbraio 1977. Il sindaco prende possesso del palazzo del giornale, accolto dai dirigenti della cooperativa dei lavoratori, dal direttore Carlo Lulli e da tutti i lavoratori. Ci sono lacrime di gioia quando il palazzo viene consegnato al lavoratori.
n 6 maggio 1977. Il pretore rende esecutiva l’ordinanza di sgombero del giornale e concede appena dieci giorni di tempo per cessare le pubblicazioni. A questo punto interviene la trattativa fra Monti e Carlo Caracciolo, che si concluderà con la vendita del giornale e il cambio di testata: “Il Telegrafo” si appresta a diventare “Il Tirreno”.
n 16 giugno 1977. Esce il primo numero del “Tirreno” dopo la vendita siglata cinque giorni prima. L’autogestione fu prorogata inizialmente fino al 15 novembre. Il primo numero targato Gruppo Espresso uscì però il 2 gennaio 1978.
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