Il Tirreno

Beethoven 250 Un buon compleanno con tanta musica ma con i teatri chiusi

Gabriele Rizza
Beethoven 250 Un buon compleanno con tanta musica ma con i teatri chiusi

Il compositore nasceva oggi a Bonn nel 1770: festeggiamenti in radio, tv e piattaforme streaming, i concerti live rinviati al 2021 

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l’anniversario

Gabriele Rizza

Di questi tempi che i centenari sono una manna, i più freschi Leonardo e Raffaello, l’anno prossimo tocca a Dante, il 2020 sarebbe stato un pirotecnico anno beethoveniano. Ludwig nasceva a Bonn il 16 dicembre 1770, 250 anni fa. Per le istituzioni musicali una ghiotta occasione, nel cui nome rimpinguare cartelloni e programmi, fra eventi speciali e appuntamenti straordinari. Poi le cose sono andate come sappiamo, i teatri chiusi, le orchestre ferme, festival e trasferte bloccati, quasi tutto è saltato, almeno dal vivo, pubblico, applausi, emozione. E già, se come tutti ci auguriamo il vaccino farà il miracolo, si pensa a un doveroso recupero nel 2021.

Falcidiate dal Covid, fra annullamenti e rinvii, sarà la tecnologia a venire in soccorso alle celebrazioni beethoveniane. Uno modello di consumo al quale dovremmo abituarci? Certo non potrà essere la soluzione e non segnerà la fine di un’epoca (questa rivoluzione però, l’on demand al posto del botteghino, la piattaforma invece della sala, per il cinema è in pratica già avvenuta e sarà difficile tornare indietro) ma il ricorso allo streaming in casi come questi (vedi la recente inaugurazione della Scala finita sulle onde radio e sullo schermo televisivo) fa da ponte e testimonianza, un segnale di continuità, uno sbocco operativo, un concertato di resistenza. Poi è anche vero che la Rete consente di raggiungere una platea altrimenti impensabile. Come dimostra il San Carlo di Napoli che ha riscosso un grande successo ai primi di novembre quando le sinfonie di Beethoven numero 1 e 4 dirette da Juraj Valcuha, trasmesse appunto in diretta streaming, sono state seguite da oltre 70mila spettatori, anche da molti paesi stranieri.

Sull’altalena dell’emergenza sanitaria che non sembra voler sfumare, il nome di Beethoven oscilla in tutta la sua grandezza, portatore di nuove istanze, fra ribellioni, insofferenze, impeto, spregiudicatezza, lo stesso gusto e rischio della libertà che furono proprie dell’uomo. Un uomo che la vulgata popolare vuole solitario, dilaniato, burrascoso, la folta chioma, lo sguardo acceso, il genio illuminato dalla voce della musica e reso sordo, in perenne conflitto con se stesso e il mondo che lo circonda, a fronte di un musicista votato sì all’isolamento ma in grado di infrangere senza riguardi una quantità di remore accademiche. E sull’altalena dell’incertezza stanno i nostri teatri che continuano a navigare a vista proponendo, dove possibile, concerti in streaming, aggiornando e ritoccando l’agenda per definire ospiti e repertori. A Firenze il Maggio ha cancellato il ciclo integrale delle sinfonie con la direzione di Zubin Mehta e il ciclo dei cinque concerti per pianoforte e orchestra, solista Rudolf Buchbinder con la Giovanile Italiana, mentre a Roma l’Accademia di Santa Cecilia ha inserito brani di Beethoven nei due concerti di gennaio affidati a Daniele Gatti che passeranno sulla piattaforma Idagio nell’ambito della rispettiva “digital season”.

Questa sera comunque Beethoven occupa un posto d’onore nei palinsesti della Rai. Radio 3 dalle 20. 30, in collegamento con la Sala Casella dell’Accademia filarmonica romana, schiera i pianisti Gabriele Strata e Andrea Lucchesini, il Quartetto Prometeo e il violista Stefano Zanobini, mentre su Rai 5 passa alle 21 il “Fidelio” che ha ha inaugurato la stagione scaligera 2014-15, dirige Daniel Barenboim. E domani all’Opernhaus di Bonn, ancora Barenboim sul podio alle 20.15 per il concerto dell’anniversario – senza pubblico ma in diretta streaming – con la West-Eastern Divan Orchestra nel Piano Concerto n. 3 e nella Quinta Sinfonia. —

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