Gioco
«Spagna 82», ecco il romanzo di Fulciniti sulla magica estate del Mondiale
Nel libro emozioni, ricordi e interviste. «Fu il sogno di un Paese intero». L'opera pubblicata dalla casa editrice livornese Erasmo, è disponibile in due librerie della città e anche online
LIVORNO. Dicono che i Mondiali di calcio scandiscano i tempi della nostra vita. Pensate al 1982, a quella generazione esplosa nell’urlo di Tardelli e appena colpita al cuore dalla scomparsa di Pablito. Gli anni di piombo alle spalle, la felicità e la rinascita davanti. «Il Mondiale del 1982 è il Mondiale per eccellenza, quella magia non si è più vista», dice Simone Fulciniti, 49 anni, livornese, attore e giornalista (apprezzato collaboratore del Tirreno), che ha raccontato le emozioni dello storico Mundial nel suo primo romanzo, "Spagna 82". Oltre duecento pagine di partite, gol, racconti e interviste, tutto arricchito dalle illustrazioni di Valentina Restivo che ha firmato anche la copertina con un giocatore azzurro di Subbuteo, «il gioco dell’epoca».
«Cominciai a scrivere questo libro cinque anni fa - racconta Fulciniti - Inizialmente doveva essere un testo per un monologo teatrale, poi però l’ho ripreso e l’ho trasformato in un romanzo. Spagna ’82 è il Mondiale della mia generazione: un altro calcio, altri valori. Io avevo 11 anni, ancora oggi ricordo ogni partita. Certo, anche la vittoria nel 2006 è stata emozionante, ma niente in confronto al Mundial».
I RICORDI.
"Spagna 82", pubblicato dalla casa editrice livornese Erasmo, è disponibile in due librerie della città (Feltrinelli in via di Franco e Mondadori bookstore in via Magenta) e anche online (su erasmolibri.it e ibs.it, a breve pure su Amazon). È uscito giovedì scorso, lo stesso giorno della scomparsa di Paolo Rossi, l’eroe del Mondiale portato a casa dall’Italia e il volto sorridente di quel trionfo. «Una coincidenza che mi ha stravolto, frastornato - ammette Fulciniti - prima Maradona e poi Pablito, due simboli del calcio anni ’80 che ho deciso di raccontare in questo romanzo. Paolo Rossi era l’idolo di tutta Italia, anche se devo essere sincero: a me affascinava il Brasile. Zico, Falcao, Socrates... Che squadra. E che paura avevamo noi prima di quella partita». Una partita, il 3-2 al Brasile con tripletta di Pablito, passata alla storia come la Tragedia del Sarriá per i verdeoro e vera svolta per gli azzurri che poi superarono la Polonia in semifinale e la Germania Ovest in finale. «Rivedere quei gol mi fa tornare il bimbo che seguiva l’Italia davanti alla tv. È qualcosa di unico, impossibile da descrivere. Il mio amore per il calcio è nato lì».
IL ROMANZO.
Ma come ha fatto Fulciniti a raccontare il Mundial in modo originale, senza scendere nella cronaca delle singole partite? Dividendo il romanzo in tre parti. La prima è il Mondiale vissuto dall’autore a 11 anni: le partite alla radio ai Bagni Lido e quelle sul divano di casa con il nonno, la vita quotidiana di un bambino e il sogno di un Paese intero. La seconda parte del volume è formata invece da 26 racconti su personaggi e curiosità, «una sorta di dietro le quinte di Spagna ’82». E infine ci sono le interviste: all’ex attaccante Franco Selvaggi, campione del mondo con gli azzurri senza scendere in campo, alla grande firma Gianni Mura, «il mio giornalista sportivo di riferimento» che è scomparso recentemente, a Marino Bartoletti, giornalista della Rai che ha unito il Mundial e la musica, a Massimiliano Bruno, regista del film "Non ci resta che il crimine" in cui tre amici viaggiano nel tempo e si ritrovano proprio nel 1982, e ai giornalisti Alessandro Guarducci (capocronista del Tirreno), Michele Plastino (direttore di Radio sportiva) e Stefano Cecchi (opinionista di Radio sportiva). «Si tratta - chiude Fulciniti - di interviste prestigiose che mi hanno permesso di raccontare Spagna ’82 sotto ogni punto di vista: poetico, musicale, giornalistico... E la conclusione è affidata al drammaturgo Francesco Niccolini, un contributo davvero emozionante».
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