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Le Carrè, lo spionaggio e l’indimenticabile Sarto di Panama
E’ morto a 89 anni il re dei romanzi di spionaggio: era stato agente dei servizi segreti britannici. Dal suo capolavoro il film con Pierce Brosnan
John le Carré, morto l’altra notte a 89 anni (il suo vero nome era David Cornwell), divenne un agente dei Servizi Segreti britannici nel 1958. Ma già prima aveva lavorato per l’MI5: in Austria, nel 1950, e poi, dal 1952, a Oxford, dove si era iscritto al Lincoln College (doveva individuare eventuali spie dei russi tra gli studenti di sinistra). Dopo che suo padre fece bancarotta, le Carré lasciò l’università e si trovò un posto da maestro in una scuola elementare. Più tardi si riscrisse all’università, si laureò in lingue moderne e andò a insegnare francese e tedesco a Eton, la più esclusiva public school d’Inghilterra: fu un’esperienza significativa, che gli fece osservare dal di dentro la ferocia con cui il sistema di classe inglese perpetua i suoi principi e i suoi privilegi. Una cosa, questa, che si rifletteva anche nelle strutture dei Servizi Segreti, come le Carré non ha mai mancato di sottolineare nei suoi romanzi. Di seguito pubblichiamo un estratto da “Il sarto di Panama”, uno dei romanzi ,più noti di Le Carrè.
JOHN LE CARRé
Stavo proprio dicendo ad Andy che non ho mai tagliato su un paio di spalle migliori delle tue, e tu le esibisci che è una magnificenza, vero, Andy? E adesso perché non ti siedi a fare quattro chiacchiere? Ma Mickie rivolse la propria attenzione su Osnard. “E lei che ne pensa, signore?”. Osnard fece un disinvolto sorriso. “Congratulazioni. La P&B al meglio. Le sta a pennello.
” “Chi c... è lei?” “E un cliente, Mickie,” spiegò Pendei, sforzandosi di mantenere la pace, come faceva sempre, con lui. “Si chiama Andy, te l’ho detto, ma tu non ascolti. Mickie è stato a Oxford, vero Mickie? Di’ ad Andy quale college hai frequentato. È anche un grande sostenitore del nostro modo di vivere inglese ed è stato presidente della Società di cultura anglopanamense, giusto, Mickie? Andy è un diplomatico molto importante, vero, Andy? Lavora all’ambasciata inglese. Arthur Braithwaite ha confezionato degli abiti per il suo vecchio papà.”
Mickie Abraxas assimilò le informazioni, ma senza grande piacere, perché stava guardando Osnard con aria cupa e ciò che vedeva non gli piaceva affatto. “Sa che cosa farei se fossi il presidente di Panama, signor Andy?” “Perché non ti siedi, Mickie, così ci dici tutto?” “Ammazzerei tutti quanti. Per noi non c’è nessuna speranza. Siamo fregati.
Abbiamo tutto quel che serviva a Dio per fare il paradiso. Campagna magnifica, spiagge, montagne, animali e piante da non crederci, se si pianta per terra un bastone nasce un albero da frutta, gente tanto bella da far piangere. E cosa facciamo invece? Frodiamo. Cospiriamo. Mentiamo. Fingiamo. Rubiamo. Ci affamiamo a vicenda. Ci comportiamo come se non fosse rimasto niente per nessuno tranne che per noi. Siamo tanto stupidi, corrotti e ciechi che non so perché la terra non si apra e ci inghiotta tutti in questo stesso istante. Sì, davvero. Abbiamo venduto la terra a quei fottuti arabi a Colon. Lo racconterà alla regina?” “Non vedo l’ora,” disse Osnard affabilmente. “Mi arrabbierò con te nel giro di un secondo, Mickie, se non ti siedi. Stai rendendoti ridicolo e metti me in imbarazzo.” “Non mi vuoi bene?” “Lo sai che te ne voglio. Adesso siediti, fa’ il bravo ragazzo.” “E Marta dov’è?” “A casa, suppongo, Mickie. A El Chorillo, dove abita. Starà studiando, credo.” —
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