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Il mondo del fumetto in dialogo con la musica Le oltre 300 copertine illustrate da Crepax

Guido Siliotto
Il mondo del fumetto in dialogo con la musica Le oltre 300 copertine illustrate da Crepax

Il “papà” di Valentina esordì ventenne proprio vivacizzando le cover di 45 giri e Lp, un volume ora le raccoglie tutte 

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Dato prematuramente per morto, il vinile si sta prendendo la sua piccola rivincita. In un mondo in cui la gente ascolta la musica sui cellulari, rimane vivo il rito di far girare il padellone nero sul giradischi. Certo, un rito per pochi: chi non ha mai smesso di farlo, chi ha avuto un ritorno di fiamma e, perché no, qualche giovane adepto. Il mercato ci ha messo lo zampino giocando sulla nostalgia, con il risultato che gli incassi dalla vendita di Lp in Usa hanno superato quest’anno quelli dei cd.

Una vendetta per chi non ha mai amato fino in fondo il dischetto digitale, troppo freddo. Vuoi mettere con il vinile, il gusto di vederlo girare sul piatto, solcato dalla puntina. E vuoi mettere, soprattutto, il piacere di ammirarne la copertina. Alcune sono ormai nell’immaginario collettivo: il passaggio pedonale di Abbey Road, Andy Warhol con la banana per i Velvet Underground e la chiusura lampo di Sticky Fingers, Paul Simonon dei Clash che spacca il basso e il pupo che insegue la banconota all’amo di Nevermind. Chi ama i fumetti, poi, ne conosce le incursioni in ambito rock: si pensi a Robert Crumb per Janis Joplin, Charles Burns per Iggy Pop, i Freak Brothers di Gilbert Shelton per i Grateful Dead, Winston Smith per i Dead Kennedys e tanti altri. E poi il ponte con l’Italia tra Frank Zappa e Tanino Liberatore.

Da noi, per citare i più noti, anche Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Milo Manara, Bonvi e Altan si sono cimentati con i dischi. Ma il più prolifico di tutti è stato senz’altro Guido Crepax. Il papà di Valentina vanta quasi 300 copertine, ora raccolte nel libro “Crepax a 33 giri” appena uscito per Vololibero Edizioni. Un libro fortemente voluto dall’Archivio Crepax per celebrare questo aspetto forse meno noto dell’artista milanese, eppure assai rilevante, sia per quantità che per qualità.

Tutto ha inizio nel Dopoguerra da un’intuizione del fratello Franco, discografico. All’epoca, in Italia le copertine sono anonime, solo il nome dei musicisti e il titolo dei brani. Niente a che vedere con quanto accade Oltreoceano, dove già s’è capito che, con una bella illustrazione, il disco vende di più. Guido non ama le copertine nere dei 78 giri della sua collezione e allora se le disegna da solo. È un appassionato di jazz, come dimostrerà con una delle sue storie più belle, “L’uomo di Harlem”. Franco lo osserva e gli viene l’idea di fargli illustrare le copertine dei dischi pubblicati dalla casa discografica dove lavora, La Voce del Padrone. Guido, poco più che ventenne, accetta e arrivano i primi guadagni e, in seguito, un ingaggio per una importante campagna pubblicitaria in America. Inizia con la cover per un album di Fats Waller, poi ancora tanto jazz, ma anche gli audiolibri – spettacolari quelle per la collana “Gli eroi dello spazio” – la musica classica e, ovviamente, il pop italiano: Massimo Ranieri, Nicola di Bari, Peppino di Capri, Johnny Dorelli e qualche Sanremo, oltre ai Camaleonti e “Io e Mara” di Baldan Bembo. Fino a “Nuda” del gruppo prog Garybaldi, il suo capolavoro, copertina apribile in tre parti, un Lp la cui prima edizione è oggi quotata attorno ai 400 euro. Nel libro – accanto alle testimonianze di artisti, musicisti e addetti ai lavori – ci sono tutte, commentate con aneddoti e curiosità. A chiudere, per la prima volta a colori, il fumetto “Quadri straordinari”, terza parte della trilogia erotica “Bianca, una storia eccessiva”, con protagonista proprio il personaggio femminile che ispirerà la cover di “Nuda”. —

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di Redazione web