Il Tirreno

il progetto 

A Firenze il Museo della lingua italiana

Gabriele Rizza
A Firenze il Museo della lingua italiana

Ok definitivo del ministro Franceschini, costerà 4,5 milioni e sarà realizzato nel complesso di Santa Maria Novella

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE

Fra le numerose iniziative che nel 2021 celebreranno i settecento anni della morte di Dante Alighieri, quella che nascerà a Firenze si segnala come la più solida, non solo legata alla ricorrenza ma destinata a durare nel tempo. Lo stesso sindaco Dario Nardella lo definisce come «il progetto più concreto per le celebrazioni dantesche». Già anticipato nei mesi scorsi, il Museo della lingua italiana prende ora forma nel primo lotto di lavori, che come ha ufficialmente dichiarato il ministro Franceschini, prenderà il via entro il prossimo anno: «È stato naturale – ha sottolineato – che nel dibattito che va avanti da anni nel nostro Paese sulla mancanza di un Museo della lingua italiana, nel momento in cui lo Stato ha deciso di dare una risposta positiva, la scelta non potesse essere che Firenze».

Sarà un museo completamente nuovo, una struttura all’avanguardia sia sotto il profilo didattico che su quello espositivo, destinato anche attraverso un coerente utilizzo dell’apparato tecnologico, a illustrare, sviscerare, raccontare e far conoscere la storia della nostra lingua. Una storia che ha inizio dal documento dove per la prima volta fanno la loro comparsa frasi scritte in volgare, ovvero la Carta di Capua del 960, per arrivare alle nuove frontiere del terzo millennio, linguisticamente dominate dai social, passando ovviamente per “padre Dante” e poi Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Galilei, Machiavelli, Leopardi, Manzoni fino a D’Annunzio e Sciascia. Un museo quindi proiettato verso il futuro che conservi la memoria, adatto ai ragazzi come agli studiosi e agli specialisti, insomma accessibile a tutti, rivolto alla modernità e all’interattività di un sapere non statico ma dinamico, come in fondo è la lingua stessa.

Lo spazio individuato per ospitare il nuovo museo si trova all’interno del complesso di Santa Maria Novella e in particolare nel fabbricato che si affaccia su via della Scala, il cui piano di recupero e riqualificazione, approvato dalla giunta fiorentina, prevede un impegno economico di 4,5 milioni di euro, finanziati dal Mibact nell’ambito del piano strategico “Grandi progetti Beni culturali”. L’edificio in questione si sviluppa su quattro livelli ma gli ambienti museali occuperanno il piano terreno e il piano nobile. Al piano terra, scenograficamente dominato da una grande scala elicoidale progettata nel 1825 da Giuseppe Martelli, saranno installati i servizi di accoglienza, guardaroba, bookshop e inoltre troveranno posto le esposizioni temporanee. Mentre nelle sale decorate e dai soffitti affrescati del piano superiore, la cui superficie passa dai 600 sottostanti a oltre 1400 metri quadrati, si svilupperà il percorso espositivo permanente, caratterizzato da un andamento circolare con precise funzioni didattiche, tale da permette confronti, ripassi, chiarimenti in una sorta di esplorazione continua e avvincente. «Gli interventi – ha concluso il sindaco Nardella – cercheranno di adattare le esigenze funzionali del museo alle caratteristiche architettoniche del complesso. Gli impianti, oggi in pessimo stato e desueti, saranno rifatti in linea con i criteri di efficientamento energetico così come verranno infine realizzati spazi specifici per laboratori e sale di studi». Tempi previsti per completarlo, 500/600 giorni di cantiere. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web