Il Tirreno

LA RICORRENZA 

I 90 anni di Citto Maselli Un regista visionario innamorato della Toscana

GABRIELE RIZZA
I 90 anni di Citto Maselli Un regista visionario innamorato della Toscana

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GABRIELE RIZZA

Un altro compleanno importante per il mondo del cinema segna questo scorcio di fine 2020: i 90 anni di Francesco “Citto” Maselli che oggi verranno festeggiati in streaming sulla piattaforma Anac Kino, dove a partire dalle 10 si potranno vedere quattro fra i suoi film più autorevoli (“Frammenti di 900”, “Civico Zero”, “Gli indifferenti”, “Storia d’amore”) più una serie di contributi, ospiti fra gli altri Luciana Castellina, Roberto Cicutto, Francesca Comencini, Daniele Vicari, Furio Colombo, Massimo Ranieri, Valeria Golino e Nada per la quale Maselli firmò il video della canzone “Gesù”. Nada a parte, Maselli ha da sempre coltivato una forte vicinanza, umana e professionale, con la Toscana. Si ricorda la sua partecipazione al festival viareggino Europa Cinema mentre nel 2002 è stato fra i registi impegnati a documentare le giornate fiorentine del Social Forum nell'opera collettiva “Il nostro domani”. Dopo aver lavorato con Visconti, Antonioni, Zavattini, esordisce nel 1955 con “Gli sbandati”, insolito e tenebroso racconto nei drammatici giorni del 1943, protagonista Lucia Bosé, al quale seguiranno “La donna del giorno” (1957) e “I delfini” (1960) con Claudia Cardinale e Tomas Milian. Da sempre impegnato nelle battaglie che agitano l'orizzonte culturale del nostro Paese, nel 1969 è tra i promotori della contestazione che investì la Biennale di Venezia, una "presa di coscienza" che culmina in due film scopertamente politici: “Lettera aperta a un giornale della sera” (1970) con Gian Maria Volonté e “Il sospetto” (1975). Ricordiamo poi “Storia d'amore” (1986) con Valeria Golino, premiato a Venezia, “Codice privato” (1988), “Il segreto” (1990) e “Cronache dal terzo millennio” (1996), originale metafora sociale in chiave anticapitalista. Nel 2001 supervisiona le riprese del G8 di Genova per produrne un documentario, “Un mondo diverso é possibile” mentre nel 2002 partecipa al film collettivo “Lettere dalla Palestina”. La carriera di Maselli si può sintetizzare come una lunga battaglia, un inquieto scrutare dentro i vizi e i peccati della società italiana, senza mai cancellare la speranza della rivoluzione. Una carriera scandita da una ricerca, sempre attraversata da una tormentata tensione, da un non astratto furore. —

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