Italia
Ligabue: «Non so stare lontano dal palco, ho bisogno del sudore e delle facce dei fan»
“È andata così”: escono l’autobiografia del rocker e l’album con i singoli della carriera più inediti: si chiama 77+7
Trenta e sette sono i numeri intorno a cui ruota “77+7”, la nuova uscita di Luciano Ligabue: un cofanetto di 8 cd. Trenta sono gli anni di carriera del cantautore emiliano, mentre sette è il numero a cui è indissolubilmente legato. Tante sono le lettere del nome e cognome, le iniziali “LL” sono due 7 rovesciati, il 7 gennaio è San Luciano, il suo primo concerto è dell’87 e il primo stadio del ‘97 e altre coincidenze sono legate al numero. Ma non solo: 77 sono i singoli usciti in questi anni di carriera, tutti contenuti nel cofanetto, e 7 sono le nuove tracce che lo completano (queste ultime disponibili anche in un solo Ep). La numerologia ancora segna la carriera di Ligabue che dice sorridendo: «è un pretesto per giocarci. Perché poi inimicarsi le stelle?».
Il primo bilancio di Liga è per i trent’anni di discografia. «La mia vita è divisa a metà - spiega - ho 60 anni: 30 con la musica e 30 senza. L’intensità - prosegue - si paga. Sono stati 30 anni intensi in cui ho perso l’identità. Facendo questo mestiere tendi a divenire quello che la gente vede in te. Nel ‘99 - confessa - avevo meditato di smettere, poi la vocina dentro mi diceva: “se smetti come fai a stare senza concerti?” e così sono ancora qua. Avevo deciso di lasciare - aggiunge - perché non ero preparato a quella mole di successo. Fu un periodo intenso: l’album “Buon compleanno Elvis”, “Radio Freccia”, un Cd live ed un libro. Non ero pronto all’isolamento che accompagna il successo e mi chiesi se valesse la pena continuare. Sono stati i concerti a farmi scegliere». A proposito dei live ricorda il suo primo show nell’87.
«Era una domenica, in un centro culturale, all’ora in cui si fa la tombolata. Io con il mio gruppo salii sul palco per la prima volta; c’erano 100 persone tra parenti ed amici. Fu un’esperienza unica, indimenticabile, che mi ha cambiato la vita e mi ha fatto decidere che volevo fare questo». Ora, in attesa di tornare sul palco con 100.000 spettatori - il 19 giugno 2021 all’RCF Arena Campovolo per il concerto celebrativo dei 30 anni rinviato questa estate - Ligabue si dice contrario ai live in streaming. «Il concerto significa avere davanti il pubblico che rimbalza le emozioni - dice - Non posso pensare ad un concerto come un evento in sala prove, con la gente che ti sta guardando in uno schermo. Spero che nel futuro non debbano esserci concerti in streaming perché la mancanza del fattore umano è grave per tutti». Le sette nuove canzoni che escono ora sono tutte estratte dal cassetto dei ricordi. Si tratta di vecchi (relativamente) brani che erano semplici provini di cui ha preso parti, linee musicali o anche solo i titoli, rielaborandoli in nuove ed attuali canzoni. Una di queste, “Volente o Nolente”, il primo vero duetto con Elisa, ha una storia che Ligabue tiene a raccontare. «Quando scrissi “Ostacoli del cuore” (2006) proposi la canzone a Elisa. Le dissi pure che se non le fosse piaciuta avrei avuto un’altra proposta. Lei accettò la prima, ma quando venne a registrare facemmo anche una demo voce e piano di “Volente o Nolente”. Riascoltare quel brano è stato bellissimo. Abbiamo così preso la voce di Elisa e costruito intorno una nuova canzone». Ligabue vive il suo tempo, da cui ogni artista non sfugge. «La creatività è legata agli stati d’animo ed ora è un periodo difficile. Cosa succederà dopo è impossibile saperlo, pensare ad un nuovo umanesimo però è una visione molto ottimistica. Potrebbe essere una grande occasione per cambiare molte cose». —
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