Gioco
Una favola per amica “Il signor Sogno” per i figli lontani di medici e infermieri
Chiara Bini, giornalista e scrittrice, ha inventato il personaggio “adottato” da un ospedale di Lecco durante il lockdown: un successo
iL libro
ELENA TORRE
Ogni favola ha un suo destino, un compito, una vita. Ogni favola raggiunge i suoi lettori per misteriose vie, magiche per lo più, come è accaduto a “L’incredibile storia del signor Sogno” che dal cuore di Chiara Bini, giornalista e scrittrice, ha fatto tantissima strada, incontrando lungo il cammino lettori, bambini, uomini, donne, disegnatrici e infine editori... ma andiamo per gradi e scopriamo insieme all'autrice cosa è successo.
Quando è nato il Signor Sogno?
Direi che il Signor Sogno l’ho incontrato. Mi si è fatto avanti durante un periodo molto difficile della mia vita. Avevo perso la mia mamma da un mese, dopo una breve malattia, ero sfinita dal dolore e mi sono messa a fare quello che mi viene di fare spesso quando sto male, creare qualcosa. Scrivevo da tempo favole e una mattina dal labirinto dei miei pensieri tristi è uscito lui. La chiamerei una folgorazione e la mia fortuna è stata capire, o sentire, che mi portava verso uno spazio aperto di colori, di suoni, di immaginazione pura e di voglia di stare bene».
Quando ha scoperto che aveva fatto molta più strada di quella che immaginava?
Devo fare un passo indietro. Massimo Orlandi, uno dei fondatori della Fraternità di Romena oltre che un caro amico, a marzo scorso durante il lockdown ha creduto nella forza di questa favola proponendomi di pubblicarla sul sito di Romena come audiolettura da offrire ai bambini e alle famiglie in quel periodo di isolamento e io ho accettato molto volentieri. Abbiamo all’istante coinvolto Roberta Ripaoni per illustrarla e un amico di Romena, Andrea Pegoretti, bravissimo lettore che ha curato l’audiolettura. Stop. Una mattina di metà settembre Massimo mi chiama e mi dice che era successa una cosa bellissima. Aveva appena incontrato, per caso, a Romena due psicoterapeute, Roberta Invernizzi e Elisa Fogliato, dell’ospedale di Lecco che erano arrivate fino a lì pensando di trovare il libro del signor Sogno. Per loro era un personaggio importante perché lo avevano utilizzato in ospedale nel periodo peggiore della pandemia come strumento di sostegno per le famiglie dei medici, degli infermieri e del personale sanitario e soprattutto per i bambini che erano tenuti a distanza dai genitori, impegnati giorno e notte per fronteggiare l’emergenza ed esposti al contagio. Con il signor Sogno tanti bambini erano riusciti ad affrontare quella situazione. Aggiungo che, considerando il momento in cui si è fatto vivo il Signor Sogno, cosa ha significato per me e cosa ha combinato in giro, mi ha confermato che l’amore è più forte della morte.
In che modo è diventato un libro?
Direi che molto lo hanno costruito queste circostanze, davvero imprevedibili. E in questo senso è anche un atto di gratitudine. Dopo aver saputo cosa era successo a Lecco, e visto che anche l’audiolettura era andata bene, Massimo ha raccolto le altre mie favole in un libro pubblicato da Romena che, inevitabilmente , ha preso il titolo dalla Marcia dei Sogni. Roberta Ripaoni lo ha illustrato splendidamente».
Cosa vorresti per lui adesso?
Ho saputo che Roberta e Elisa a Lecco lo hanno fatto diventare il protagonista di un progetto pilota di sostegno. Mi piacerebbe che il signor Sogno proseguisse il suo viaggio sulla strada dell’aiuto. Che facesse compagnia, una compagnia feconda, come ha saputo farla a me. E’ una sua specialità.
E se oggi il signor sogno ha anche un aspetto lo dobbiamo a Roberta Ripaoni che ne ha curato le illustrazioni. «In parte rappresenta la prima occasione per mettermi alla prova -ci racconta- da alcuni anni ho iniziato a studiare il mondo dell' illustrazione frequentando i corsi e i laboratori della Scuola di Illustrazione di Scandicci e questa è la mia prima vera esperienza sul campo. Ma soprattutto un viaggio nelle emozioni, a partire dall'incredibile storia umana da cui nasce il libro stesso, alle persone che ne fanno parte, a quel mondo favoloso in cui bambini e adulti si ritrovano insieme e l'immaginazione può diventare chiave di lettura di un presente non facile». —
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