Gioco
La seconda vita di Sinni, voce di Maremma. Successo in diretta Rai a “The Voice 60”
Guarito dal Covid, ha commosso tutti su Raiuno con “A mano a mano”. I complimenti di D’Alessio e della Bertè
il personaggio
SARA LANDI
Il cantautore maremmano Erminio Sinni, nato a Bagno di Gavorrano nel 1961 da una famiglia di minatori ma romano di adozione (si è trasferito nella Capitale quando aveva 18 anni), è uno dei protagonisti del nuovo programma di Rai Uno “The Voice Senior”, spin-off del ben più noto format “The Voice of Italy” dedicato stavolta ai cantanti con più di 60 anni selezionati non solo per il loro talento ma anche per le loro storie straordinarie. Condotto da Antonella Clerici, il programma, in onda il venerdì alle 21,25 su Rai Uno, schiera tra i coach Albano in coppia con la figlia Jasmine (il team Carrisi), il rapper Clementino, Gigi D'Alessio e Loredana Bertè. Come nel format originale i cantanti vengono selezionati con la formula delle blind audition: i coach ascoltano la performance senza vedere chi canta e solo se colpiti dall'interpretazione decidono di girarsi. Nel caso di Sinni tutti i coach si sono girati e hanno cercato di convincerlo a scegliere il proprio team.
Sinni però non ha avuto dubbi e ha scelto Loredana Bertè. «Non me ne vogliano gli altri – dice con emozione in diretta tv – ma ho avuto l'onore di fare il corista della grande Mimì (Mia Martini, sorella di Loredana Bertè)».
A commuovere il pubblico non solo l'interpretazione potente del brano “A mano a mano” scritto da Riccardo Cocciante e portata al successo da Rino Gaetano ma anche la storia che Sinni ha svelato nel dietro le quinte.
“Mi sento un reduce – ha raccontato in tv - Ho contratto il coronavirus e sono stato ricoverato dodici giorni all'ospedale Umberto I di Roma. Mi hanno curato in una maniera commovente. Ricordo questi medici e infermieri che con 40 gradi erano vestiti come palombari.
Ho scritto una canzone per ringraziarli ma non conosco nemmeno i loro volti». Poi il racconto si interrompe: troppa l'emozione e troppo fresco ancora il ricordo della malattia che ha segnato anche la sua carriera. “Tornare su un palcoscenico a cantare – dice – è come rinascere”.
Nel backstage è accompagnato dalla mamma e dalla fidanzata che gli chiede a pochi istanti dall'esibizione: “Come va la voce?”. “La voce c'è ma è il cuore che conta – dice il cantautore – Il cuore è più importante della voce”. Poi la blind audition in uno studio senza pubblico: Sinni, la sua voce, un microfono, un pianoforte e quattro big della musica che si lasciano conquistare dalle note e dalle parole.
La prima a girarsi è stata la Berté poi a ruota tutti gli altri. Sinni ha scelto un brano di Cocciante che lo scoprì tantissimi anni fa mentre faceva il pianobar a Roma: insieme scrissero una canzone con cui Sinni ha debuttato a Sanremo nel 1993, “L'amore vero”, classificandosi al quinto posto e aggiudicandosi il premio Volare come migliore musica di quella edizione del festival ed il premio S.I.L.B. come miglior testo. Erminio Sinni è stato il primo ingresso nel team Berté ma anche Gigi D'Alessio ha regalato una bella soddisfazione al cantautore maremmano: quando gli ha chiesto di presentarsi e ha scoperto che si trattava di Erminio Sinni D'Alessio ha detto: “Finalmente ho il piacere e l'onore di conoscere il grande Erminio Sinni». Poi rivolto agli altri coach: «Lui ha fatto un pezzo che è famoso nella Roma bene». Con l'assist di D'Alessio Sinni ha fatto riascoltare il suo grande successo “E tu davanti a me”.
“Di fronte a una voce così mi sento piccolo”, commenta Clementino. Venerdì mattina Sinni aveva anticipato ai suoi fan della pagina Facebook ufficiale che era in arrivo una bella sorpresa e il suo pensiero era andato ai colleghi musicisti e lavoratori dello spettacolo fermi da mesi per l'emergenza sanitaria. “Quest’anno non è stato facile – scrive il cantautore - Tante persone come me non lavorano da quasi un anno ed un uomo senza lavoro non è soltanto un uomo che non guadagna soldi ma è un uomo perso, senza il suo posto nel mondo”. —
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