Toscana
La stella Michelin cade sul Gabbiano 3.0 e illumina il ristorante dei cugini Tomi
Marina di Grosseto. Chef Alessandro Rossi conquista il prestigioso riconoscimento con il suo omaggio ai sapori della terra di Maremma
MARINA DI GROSSETO. Da quarant’anni a questa parte, nessuno nel Comune di Grosseto, dopo Giancarlo Bini, patron dell’Enoteca Ombrone, si è fregiato della stella Michelin. Nessuno fino a ieri, quando il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al ristorante Gabbiano 3.0, premiando così la tenacia di due cugini, Marco e Riccardo Tomi che hanno creduto e investito nella Maremma e l’eccellenza, ovviamente, di Alessandro Rossi, chef appena ventinovenne che ha confermato la sua bravura, già premiata dalla bibbia mondiale della cucina.
Gli ingredienti e le alchimie che hanno conquistato ispettori e direttore della “Rossa” sono quelli della Maremma: il mare che incontra il bosco, che si sposa con la terra sulla quale si posa per poi allontanarsi. C’è tutto quello che ci deve essere al Gabbiano 3.0, progetto ambizioso dei due cugini piombinesi che sedici anni fa hanno deciso di investire sulla costa di Marina di Grosseto, comprando lo stabilimento balneare Il Gabbiano azzurro, a pochi metri dal Porto della Maremma. «Poi abbiamo aperto il Gabbianino, proprio sul porto e il Gabbiano 3.0 - racconta un emozionato Marco Tomi Io e mio cugino Riccardo avevamo voglia, dopo 15 anni, di fare qualcosa di diverso e ci siamo imbarcati in questa avventura: sapevamo che ci proponevamo a un target difficile, che non ci avrebbe permesso di far quadrare i bilanci del locale. Ma ci abbiamo creduto tanto e ora la nostra costanza è stata premiata». Lungo questo percorso, che ha visto entrare nell’orbita dei cugini Tomi anche la Gabbianella, la pizzeria sul Porto della Maremma, è comparso a un certo punto Alessandro Rossi, giovanissimo chef originario di Chieti che all’inizio ha prestato la sua opera come consulente del Gabbiano 3.0, poi ha assunto il comando della brigata di cucina. E da ieri, cucita sul petto del giovane cuoco, è comparsa un’altra stella Michelin, dopo quella conquistata a Firenze nel 2016. Rossi ha cominciato a cucinare quando aveva 14 anni. «Sono arrivato qui un anno fa - racconta - e dopo appena tre mesi ci siamo voluti bene con Marco e Riccardo, e ci siamo sposati». È un matrimonio, quello tra il cuoco che ha portato nei piatti serviti al ristorante che si trova sul porto di Marina di Grosseto l’eccellenza del gusto e i soci che mandano avanti il ristorante e le altre loro attività, per un totale di 50 dipendenti e un fatturato che supera il milione di euro all’anno. «Noi ci abbiamo creduto - dice ancora Tomi - ma dobbiamo ringraziare il presidente del Porto della Maremma, Luciano Serra, perché ha creduto molto nel nostro progetto. Questo riconoscimento va anche al lavoro che lui ha fatto per il porto». Una soddisfazione condivisa anche dal “padrone di casa”. «Sono io che ringrazio i Tomi per il pensiero verso la mia persona - dice il presidente Luciano Serra - e soprattutto per il traguardo raggiunto che ci onora tutti in questa bella provincia sempre alla ricerca di migliorare la propria offerta turistica».
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Il Gabbiano 3.0 è una tappa d’eccellenza nel percorso del gusto: ideato per meravigliare i sensi con esperienze gastronomiche che accadono dentro una location che è un’alchimia suggestiva e accogliente di echi orientali e modernità elegante, dove gli arredi provenienti da Bali abitano un’atmosfera calda fatta di legni e grandi vetrate spalancate sullo spettacolo del cielo che si tuffa nel mare del porto.
Chiuso a causa della pandemia, Marco e Riccardo Tomi non vedono l’ora di poter tornare ad accogliere i loro clienti, questa volta con il blasono della stella Michelin e con il riconoscimento della Forchetta dell’altra guida di prestigio, quella del Gambero Rosso, che non poteva non notare l’eccellenza che si respira nel ristorante di marina di Grosseto.
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