Il Tirreno

«In Notturno c’è l’incertezza universale» L’Italia sceglie il film di Rosi per gli Oscar

Fulvia Caprara
«In Notturno c’è l’incertezza universale» L’Italia sceglie il film di Rosi per gli Oscar

Il documentario inizia la corsa per gli Academy Awards;: è la prima tappa entrare nella short list di dieci titoli

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Fulvia Caprara

Nella nuova America guidata da Joe Biden e nel nuovo mondo fiaccato dal Covid il documentario di Gianfranco Rosi, scelto per rappresentare l’Italia ai prossimi Oscar, acquista nuove sfumature, coerenti con i tempi che stiamo attraversando: «Credo che Notturno abbia uno stato d’animo capace, oggi, di toccare tutti noi. L’idea di un futuro che manca, il senso di sospensione, l’incertezza che viviamo, fanno parte del linguaggio universale del film, che forse, proprio per questo, ha avuto successo nei festival del mondo dove è stato presentato. Il primo piano del ragazzo Alì comunica il non sapere che cosa accadrà domani, una sensazione che anche noi stiamo sperimentando direttamente. Quando ho montato il film, durante il lockdown, cercavo di rendere quel senso di nemico invisibile, ora mi rendo conto che quell’emozione la stiamo vivendo tutti, fuori dalle appartenenze geografiche».

Designato dalla commissione istituita presso l’Anica, su incarico dell’«Academy», Notturno sarà valutato in un Paese che, con il presidente neo-eletto, cambia prospettive anche in politica estera: «Una delle prime dichiarazioni di Biden ha riguardato proprio questo mutamento, con Trump la questione Medio Oriente era stata abbandonata, invece ora si tornerà a guardare anche da quella parte.

Dopo il Covid, la situazione lì è cambiata, Isis e Al Qaeda si sono di nuovo rafforzate». Nel frattempo la pandemia ha occupato i nostri pensieri e i nostri discorsi: «Non parliamo che di vaccini e di cure, dimenticando che c’è, tuttora, una parte del mondo che sta soffrendo, per cui nessuno spende più una parola». Tra lo stupore di molti, Notturno era uscito a mani vuote dal concorso della Mostra di Venezia, una scelta, dovuta alla giuria guidata da Cate Blanchett, su cui si è molto polemizzato: «E’ stato un peccato, un po’ per tutti, ma io ho imparato che i premi non si aspettano e che, quando si vincono, bisogna subito dimenticare di averli vinti. L’importante è che il film abbia fatto, a partire dal Lido, un percorso all’estero meraviglioso, le reazioni sono state ovunque ottime». Adesso, aggiunge Rosi, «speriamo che la battaglia non sia solo virtuale, che dalla primavera qualcosa inizi a riaprire e che ci possano anche essere proiezioni nelle sale».

Intanto, a benedire la corsa di Notturno, una produzione 21Uno Film-Stemal Entertainment con Rai Cinema, realizzata nell’arco di tre anni vissuti pericolosamente lungo i confini di Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, ci sono «gli endorsment di Variety e Indiewire», la candidatura ai «British Indipendent Film Awards», i commenti entusiasti della critica internazionale. Il film di Rosi, selezionato dalla squadra composta da Nicola Borrelli, Simone Gattoni, Paolo Genovese, Carlo Poggioli, Cristina Priarone, Gloria Satta, Baba Richerme, ha battuto la concorrenza di 25 titoli italiani, compresi i favoriti Pinocchio di Matteo Garrone e La vita davanti a sè di Edoardo Ponti, star Sophia Loren, per la prima volta in un film Netflix, e, comunque, non uscita dalla gara perché la sua prova potrà essere considerata per le nomination riservate alle migliori attrici. La designazione, dedicata dall’autore alla regista di Faith Valentina Pedicini scomparsa prematuramente pochi giorni fa, comporta per Notturno un percorso duplice, sia tra i candidati per i documentari, sia tra quelli per il miglior film straniero: «Cinque Paesi hanno selezionato documentari, significa che il genere non è più un tabù, cosa di cui sono felice ».

A Rosi sono arrivati i complimenti dell’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco e gli auguri del Ministro Dario Franceschini che parla di «sfida difficile e entusiasmante» per un’opera di «valore universale». In attesa dell’annuncio delle cinquine (15 marzo), resta da capire se i membri dell’Academy siano pronti per apprezzare un film italiano lontano mille miglia dagli stereotipi nazionalistici: «Il mio sguardo - dice Rosi - è quello del cinema verità, che ha fatto la storia del cinema italiano. E poi Notturno è la conseguenza di Fuocoammare, è come se, da Lampedusa, avessimo attraversato il mare per approdare di fronte, avvicinandoci così al cuore della tragedia». —



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